Condividiamo con il fratello Cesare un lettera di fra' Paolo Boldrini dei frati minori rinnovati, missionario viadanese in Tanzania. Una lettera che sa di "Pasqua", buona lettura.

Pomerini, Venerdì santo 2018

Carissimo Cesare,

è da tempo che mi hai chiesto di aggiornarti un po’ su come stanno andando le attività di Mawaki, ma io ero troppo preso, in realtà lo sono ancora, però non mi sento di farti aspettare ancora soprattutto perché sono aggiornamenti che sanno di “Pasqua”, della vita che vince la morte perché l’amore non è solo un sentimento, ma è una forza! 

Dopo un lavoro a tappe durato diversi anni finalmente gran parte della gente del vicino villaggio di Kitowo (circa 2500 abitanti) può attingere in 8 diverse fontane, su un percorso di circa quattro chilometri e mezzo: acqua potabile e buona perché proveniente da un pozzo di circa 70 metri di profondità. La pompa a immersione funziona grazie a un impianto di energia solare, quindi i costi di gestione e di manutenzione sono ridottissimi. L’accesso all’acqua è completamente gratuito, si sono messe però delle regole per evitare un uso improprio di questo bene così prezioso visto che dovendo in ogni caso pompare l’acqua la disponibilità non è illimitata. Tutto questo è stato reso possibile grazie a un clima “pasquale” di sinergie che ha valorizzato le disponibilità finanziarie della Chiesa Valdese, l’impegno di tirocinanti e operatori di Tulime onlus, la presenza in loco e le capacità tecniche di Mawaki, la competenza e la prestazione gratuita del rabdomante fratel Dario combiniano venuto a Pomerini su richiesta dell’associazione Tumaini onlus, l’Ufficio del Bacino delle acque del Rufiji, l’Ufficio delle acque della provincia di Kilolo, la Drilling and Dam Construction Agency, e l’indispensabile collaborazione dell’amministrazione comunale e della gente di Kitowo.

A 70 Km da questo progetto, nel villaggio di Ukwega (circa 2000 abitanti) siamo riusciti, quasi contemporaneamente, a portare a termine, almeno nella sua parte più rilevante, un altro acquedotto che si sviluppa, per ora, su un percorso di più di 6 chilometri. Sono ormai diversi anni che con l’associazione Tumaini onlus stiamo cercando di ridurre l’enorme fatica e la pericolosità per il reperimento dell’acqua: le salite sono così ripide che per alcuni amici che ci hanno provato è stato un problema, per qualcuno una tragedia, farle anche senza nessun carico, immaginati con un secchio d’acqua da 20 chili in testa! magari nel periodo delle piogge quando il terreno diventa anche scivoloso! C’è da dire anche che quest’acqua essendo attinta da corsi d’acqua o da pozzi estremamente superficiali non è né pulita né tanto meno potabile. Tutta la storia passata la sai, ma adesso siamo arrivati finalmente alla felice conclusione. Ci sono già 10 fontane che attraversano il paese e che assicurano l’acqua anche al dispensario, che Mawaki aveva già costruito in passato e che ha già assistito a più di 120 parti. L’acqua arriva per caduta, quindi anche qui i costi di gestione e manutenzione sono ridottissimi, è buona perché viene presa a monte, da un ruscello che si forma in una zona dove non ci sono attività umane che possono sporcare o inquinare l’acqua, e ne viene in grande abbondanza. Anche in questo progetto abbiamo avuto la collaborazione tecnica dell’Ufficio delle acque della provincia di Kilolo. Avresti dovuto essere qui per vedere come lavora questa gente: quando hanno visto i tubi che avrebbero portato l’acqua, in meno di tre giorni hanno scavato il percorso di quattro chilometri e mezzo per metterli in posa al più presto! (un’ altro chilometro e mezzo di conduttura era già stata messa in opera in un precedente progetto che però non aveva sortito il risultato desiderato).  Insomma in questo caso “lo sterco del diavolo” è stato davvero utile per realizzare un’opera che farà certamente piacere a chi ha detto “Avevo sete e mi avete dato da bere ...” I fondi necessari, circa 7000 euro, sono stati raccolti dalla giovane coppia Alessandro e Cristinache sono venuti a fare il loro viaggio di nozze a Pomerini e dall’associazione Tumaini che da tempo supporta le attività che portiamo avanti a Ukwega.

Aria di Pasqua anche nei 7 asili dove i bambini (ormai sono quasi 600) continuano a trovare un posto accogliente e formativo, e anche al Dabaga Institute of Agriculture che ospita 56 studenti e che ha ottenuto il riconoscimento statale definitivo. Grazie ad un progetto presentato dal CEFA e finanziato in gran parte dai fondi dell’otto per mille della CEI l’Istituto potrà meglio attrezzare i laboratori, munirsi di ulteriori mezzi agricoli e informatici e coprire in parte le spese per i docenti. Aria di Pasqua anche a Tabasamu dove le varie attività, supportate da Smile to Africa onlus, a favore di una quarantina di bambini sieropositivi e in situazioni familiari particolarmente difficili continuano con serenità assieme a quelle del progetto Tembea, a favore di una trentina di bambini disabili, supportato da Mawaki-Malaika onlus. Ruben e Flora non sono più costretti a camminare sulle ginocchia, adesso camminano dritti in piedi, ed Esta, che non aveva i mezzi per accedere agli studi, adesso può vantare un ottimo risultato all’esame finale delle secondarie, anche questo grazie a tutta una serie di sinergie “pasquali”

E’ per me un segno pasquale anche la nuova collaborazione aperta con Emanuela e la sua associazione Iniziative sociali Gliser che permetterà alla nuova, ma molto precaria, scuola elementare di Isuka di poter migliorare un po’ le strutture.

Sarebbe però riduttivo cercare i segni pasquali solo nelle attività di Mawaki, in realtà proprio attraverso queste attività ho l’occasione di incontrare, vedere e a volte anche di collaborare direttamente con tante persone e tante situazioni “pasquali” che sono lì a dirti e a dimostrarti che la Pasqua non è una fantasia o un’illusione, ma è quanto di più reale accade quando qualcuno è disposto a donare la propria vita. E’ per questo che il Vangelo, la Buona Notizia, in cui credo, non mi sento di predicarlo come una propaganda commerciale, ma cerco di viverlo e proporlo come esperienza pasquale. Non mi interessa fare il tifo per Gesù, e penso che neppure a lui piaccia…, ma, pur con tutti i miei limiti e debolezze, cerco di accoglierlo per vivere con lui una Pasqua senza confini di spazio e di tempo.

Buona Pasqua a te, Alessia, Monica e a tutti gli amici che ricordo con affetto e che ringrazio per la loro solidarietà.

 

I Battesimi di Letizia e Alessandra hanno allietato la massima celebrazione dell'anno liturgico. La comunità parrocchiale ha partecipato intensamente ai grandi momenti rituali che hanno scandito la ripresentazione della risurrezione di Cristo. Come ha ricordato il parroco, don Antonio Censori, nell'omelia (che si può riascoltare e scaricare cliccando qui sotto) ora sono i credenti a vivere da risorti e a testimoniare la speranza in Gesù, il vivente.

L'omelia di don Antonio alla Veglia Pasquale

Le parrocchie di Viadana hanno celebrato insieme i solenni riti che ripresentano la morte di Cristo nella chiesa di Santa Maria: la lettura della Passione secondo Giovanni, la preghiera universale, l'adorazione e il bacio della croce, la distribuzione dell'Eucarestia. Da ultimo si è svolta la processione per le vie di Viadana fino alla Chiesa di Castello.

Qui l'omelia di don Antonio e le immagini del rito:

Le celebrazioni del Triduo Pasquale sono iniziate giovedì 29 marzo con la Messa in Coena Domini a San Pietro; nella Messa si è svolto anche il suggestivo rito della "lavanda dei piedi", nel ruolo degli apostoli c'erano 12 giovani nell'anno in cui si svolge nella Diocesi di Cremona il sinodo dei giovani

Le immagini della celebrazione e l'omelia di don Antonio.

In questo articolo puoi consultare l'edizione digitale del giornalino parrocchiale "Famiglia Insieme" che verrà distribuito in tutte le case dei viadanesi in occasione della Pasqua. Sul sito vi è inoltre uno specchietto, collocato nella pagina principale sul lato destro, dal quale si possono aprire i numeri passati.

Gli oratori di Viadana, San Pietro e Castello, propongono i loro campi per l'Estate 2018. Dall'1 all'8 luglio per i bambini e i ragazzi dalla IV^ elementare alla seconda media, è prevista la vacanza a Cesenatico nella casa Sant'Omobono della Diocesi di Cremona. Il Costo di partecipazione è di 330 €.

Dal 8 al 14 luglio a Courmayeur (AO) si svolgerà il campo per gli adolescenti dalla III^ media alle classi superiori. La quota per la settimana in montagna è di 340 €.

Per qualsiasi informazione ci si può rivolgere a don Marco e a don Piergiorgio negli oratori.

Per l'iscrizione invece, ci si raccomanda di comunicarla, con il versamento di 100 € di caparra entro il 15 maggio (Meglio affrettarsi!!!). Sotto puoi scaricare le locandine e una scheda che riporta informazioni dettagliate sul campo al mare per i bambini e i ragazzi dalla quarta elementare alla seconda media.

Quest'anno è stato indetto nella unità pastorale di Viadana un concorso presepi aperto a tutte le famiglie. Sono stati iscritti al concorso 29 presepi che potete vedere qui sotto. La giuria, incaricata alla valutazione, ha seguito come criteri i seguenti tre parametri: BELLEZZA/ARTE; CREATIVITÀ /ORIGINALITÀ ; MESSAGGIO/SIGNIFICATO. Scorrendo le immagini potrete scoprire i 4 vincitori (un "ex aequo") nelle tre categorie. 

Domenica 31 dicembre 2017 alle ore 18.00 è stata celebrata nella chiesa dl Castello la Messa solenne che segna la fine dell'anno onorando Maria Madre di Dio. Insieme a don Antonio hanno concelebrato i sacerdoti dell'unità pastorale. 

Seguono la galleria fotografica e l'omelia di don Antonio.

Buon 2018. 

L'omelia e le foto del 31 dicembre 2017:

A distanza di qualche tempo dall'ultima lettera, ospitiamo ancora la corrispondenza del viadanese padre Andrea Facchetti dal Mozambico

 

Un passo avanti e un passo indietro fanno comunque due passi avanti

0.0. Un paese si ferma

Nelle prime due settimane di agosto, il paese intero si è fermato. Chiuse le scuole, a casa professori ed alunni, servizi pubblici ridotti al minimo di quello che era già stato ridotto all’essenziale prima dalla guerra e poi dalla crisi economica.  Per quella data era stato, infatti, solennemente indetto il IV° Censimento Nazionale.

Vamos todos contar Moçambique!”, era l’adagio che martellava insistente nelle inserzioni pubblicitarie tra un asservito telegiornale di stato mozambicano e una penosa ma molto seguita telenovela brasiliana. Due appelli trionfali richiamavano il popolo sovrano al dovere del civismo patriottico: “Il censimento aspetta la collaborazione di tutti per la raccolta dei dati necessari alle grandi decisioni del Mozambico” e  “La definizione delle politiche pubbliche per lo sviluppo del paese sta nelle tue risposte”. Sembrava proprio che quel momento epico di unità nazionale avrebbe ridestato le sorti infauste del 9° paese più povero al mondo, secondo l’indice di sviluppo umano.

0.1. A volte per fermarsi è bene partire

Se un paese intero si ferma, anche io provo a fare altrettanto. Anche perché questi sono mesi in cui mi sto fermando poco. P. Enrique è partito per le ferie ai primi di maggio, ma in seguito a complicazioni di salute rimane in Messico fino a novembre, mentre P. Bonanné per due mesi rimane in Italia per il Capitolo dei Missionari Saveriani. Così rimango da solo con il lavoro di tre. Qui a Chemba la vita si ferma quando si prende il caffè dopo pranzo e quando, di notte, gli occhi stanchi, cominciandosi a chiudere senza intenzione previa, si buttano sul letto tirandosi dietro il corpo intero. Così concludo che, se voglio fermarmi, è bene partire.

Sono due anni che mi prometto di andare a trovare Serafino. Quando ero a Charre – sull’altra riva dello Zambesi, a 50 km da Chemba – Serafino stava poco distante, a Inhangoma. Con l’età di mio padre, sardo di nascita e milanese di adozione, anni fa, dopo la morte della moglie, aveva lasciato l’azienda ai figli, decidendo di mettersi al servizio degli altri in Africa.

Serafino ora vive a Zobue, a 490 km da Chemba. Dopo avere compiuto col censimento gli oneri di straniero residente in Mozambico, alle quattro del mattino di un lunedì di agosto parto alla volta di Zobue. Per la seconda metà del tragitto non dovrebbero esserci problemi: è segnato sulla cartina ed è anche asfaltato. La prima metà, invece, bisogna inventarsela. Per 100 km si percorre la strada sterrata che risale parallelamente il corso dello Zambesi. Si entra sempre più nella savana. È la stagione secca. Il giallo nelle sue gradazioni infinite ha dipinto il paesaggio tutto attorno, baobab secolari si staccano imperiosi da terra disegnando il profilo del cielo terso abbagliato dal sole, polvere densa si alza nell’aria sollevata dal passaggio del Toyota Land Cruiser. Sulla destra, scorci di fiume appaiono nei suoi meandri quando la strada si alza sopra la pianura. Ad un certo punto, il cammino parallelo al fiume si perde. La polvere lascia il posto alle pietre, si sale e si scende su tratti impraticabili nella stagione delle piogge. Ogni tanto, si incrocia qualche camion carico di tronchi di legname pregiato. Si prosegue così per qualche ora, fino ad arrivare all’asfalto.

Rimango cinque giorni da Serafino. Per accogliermi ha procurato due bottiglie di ottimo vino proveniente dal Sud Africa che si sposano benissimo con un buon pezzo di parmigiano-reggiano scrupolosamente conservato per l’occasione. Vorrei riposarmi e conoscere la zona. Serafino dice che va bene, a patto di celebrare qualche messa in alcune comunità dove sono mesi che non passa un prete. Si parla chichewa, lingua non molto distante dal chisena. Insomma, si può fare. Zobue è proprio sul confine col Malawi. Lì passa la frontiera e c’è la dogana. Per raggiungere alcune delle trenta comunità che compongono la parrocchia, è necessario superare la frontiera, entrare in Malawi per poi tornare in Mozambico attraverso le montagne.

Sulla carta geografica, dove non esiste la linea perfettamente retta che congiunge partenza e destinazione, il mio dito si sposta qualche centimetro in avanti e qualche centimetro indietro. Secondo la logica degenerata del tempo accelerato, questo significa percorrere spazio in più. Cioè perdere tempo. Nella mappa della vita, invece, dove nessuna linea conclude esistenzialmente lo spazio tra una partenza e una destinazione, perché la destinazione è sempre una nuova partenza, lo spazio e il tempo non si perdono, perché si vivono. Così – nella mappa della vita – un passo avanti e un passo indietro fanno, comunque, due passi avanti.

1. Passi avanti e passi indietro in mezzo alla savana

Il venerdì esco di casa all’alba per tornare la domenica all’ora del tramonto. Così da luglio ad ottobre, un fine settimana ogni due. Ci si abitua a guidare su strade sterrate pessime, dormire per terra in capanna, mangiare con le mani quello che offre la gente, lavarsi con un secchio d’acqua e un bicchiere al chiaro di luna. Si ascolta molto: i problemi, le speranze, le sconfitte, le paure e i punti di forza del cuore umano o di una comunità. Si canta, si balla, si suona il tamburo, si prega, si battezza, si benedice nel matrimonio l’amore di una donna e di un uomo. Si racconta quello che raccontava Gesù, perché si è fermamente convinti che questo possa rendere più umana e più bella la vita e possa trasformare il nostro mondo.

È questa la seconda delle due visite annuali che realizziamo nelle settanta comunità che compongono la nostra vasta parrocchia che dalla riva destra del fiume Zambesi si distende nella savana. Si deve terminare entro la fine di ottobre, prima che a novembre cominci la stagione delle piogge. Nella comunità di Mponha, mi sveglio nel mezzo della notte assalito dalle formiche. Prendo sacco a pelo e stuoia e mi rifugio nella chiesetta. Nella comunità di Matope, una ragazzina di quattordici anni ha appena ricevuto il lobolo(la dote, che nella cultura Sena è ricevuta dalla famiglia della donna) per diventare seconda moglie. Assieme al catechista della comunità, parliamo con la madre convincendola che è proibito per legge e, così facendo, i genitori stessi rischiano il carcere. Ma poligamia e matrimonio in età adolescente rimangono la prassi.

Alla fine di settembre, comincia il grande caldo. Parto all’alba per incontrare altre comunità. Venerdì, Nyakagulangwa e Bucha; sabato, Estacha e Mponha. Domenica, Alfinal. Cinque comunità, cinquanta battesimi e nove matrimoni. Nei nove matrimoni, nessuna delle nove spose sa scrivere il suo nome sul documento di matrimonio. Dipingo loro con la penna la punta dell’indice della mano destra e lo imprimono sotto la scritta “firma”. Delle testimoni di nozze, quattro donne su nove, sono in grado per lo meno di scrivere il loro nome. Le testimoni di nozze hanno in media quaranta anni, mentre le spose, venti. Questo significa che il grado di scolarizzazione e di istruzione femminile era migliore negli anni della guerra civile (1976 – 1992) che oggi. Un altro passo indietro. E proprio oggi, leggo uno studio in cui si afferma che il Mozambico è il peggiore paese al mondo secondo l’indice di abbandono scolare.

2. Passi avanti e passi indietro tra le pagine di un giornale

L’abbiamo chiamato “Pa kwecha” ed è il primo giornale pensato, scritto e stampato in mezzo alla savana. Forse “giornale” può apparire un termine inflazionato o quantomeno ambizioso, dato che è composto da quattro pagine ed esce una volta ogni trimestre. Ma se si pensa che è realizzato da ragazzi e ragazze che provengono da famiglie di contadini e allevatori di capre in Mozambico, dove il tasso di analfabetismo è ancora oggi fermo al 45%, allora, il nostro “Pa kwecha” è proprio un giornale. Un signor giornale.

Pa kwecha”: testata in chisena che significa pressapoco “apertamente, alla luce del sole”, per un giornale scritto in portoghese da un gruppo di quindici tra ragazzi e ragazze che vivono nei due studentati della nostra scuola comunitaria. Nel primo trimestre, a partire da marzo, lavoriamo a formare la redazione, a spiegare cos’è un giornale (dato che qui in mezzo alla savana i giornali non esistono e non arrivano) e a fare un po’ di storia, raccontando come e perché è nata la stampa. Prendiamo poi in mano alcuni giornali nazionali, analizzandone la struttura, i contenuti e le provenienze politiche.

A maggio, all’inizio del secondo trimestre, abbiamo la prima riunione di redazione. Va bene, è chiaro che l’editoriale deve essere la presentazione di “Pa kwecha”. Ma negli altri quattro articoli di cosa parliamo? E, se nella redazione siamo in quindici, come scriviamo gli articoli? Decidiamo di procedere così: assieme scegliamo i temi, condividiamo e dibattiamo le idee, cerchiamo le fonti e costruiamo una bozza generale dei singoli articoli. Poi, in piccoli gruppi scriviamo materialmente i singoli articoli. Infine, la redazione si riunisce per modificare e correggere. Così, almeno, in teoria. Nella realtà, ci si confronta con le conseguenze dei limiti di un sistema scolastico di qualità pessima, per il quale, in una realtà rurale come Chemba, dopo sette anni di scuola, molto spesso non si è ancora in grado di leggere. Al tema della scuola, decidiamo allora di dedicare il primo articolo di “Pa kwecha”, dal titolo “Se la scuola fosse una macchina”, dove si immagina una macchina ferma nel cortile con tutte le ruote sgonfie e qualcuno che si ostina ad affermare che la macchina funziona perfettamente. Corretti gli articoli, inviamo il tutto a Federica, cara amica fin dai tempi dell’università, che ci dà una grossa mano nell’impaginazione e nella grafica. Pochi giorni dopo, il primo numero è pronto.

Presentiamo il giornale a scuola ad alunni e professori, in chiesa alla comunità cristiana, alla radio comunitaria di Chemba per farlo conoscere alla cittadinanza, fissiamo un incontro con il sindaco e l’assessore all’istruzione per consegnare una copia: in pochi giorni, il giornale circola nel paese e fa parlare di sé. Ci sono due articoli in questione  ̶  uno che tratta della situazione socio-politica del Mozambico, della guerriglia e della sua fragile tregua e un altro che riguarda il taglio illegale di legname nel nostro Distretto  ̶  che suscitano il disappunto dei membri locali della Frelimo, il partito ininterrottamente al potere da quarantadue anni in Mozambico. Qualche professore legato al partito comincia a fare serpeggiare l’idea che bisogna stare attenti a scrivere certe cose, finendo per instaurare un clima di paura tra i ragazzi.

Proviamo allora a lavorare su due fronti. Su quello esterno, approfitto di un’assemblea con tutti i professori e le autorità del Distretto (ovviamente tutti membri della Frelimo), alla quale sono invitato per parlare di scuola. Racconto del giornale, come è nato, la partecipazione attiva degli studenti, l’importanza della lettura e della scrittura: alla fine, animi rasserenati e strette di mano. Il fronte interno è più delicato. I ragazzi conoscono la Frelimo, i suoi metodi autoritari e di come il suo potere sia costruito sulla paura: temo davvero che la successiva riunione di redazione possa coincidere con il funerale di “Pa kwecha”. Ma le mappe della vita sono fatte anche di passi avanti inattesi. Domingos Batista, il più vecchio del gruppo con i suoi vent’anni, tira fuori carattere e coraggio, assieme alle parole giuste. Conclusione: tre ragazze lasciano, due ragazzi nuovi entrano, il gruppo esce rafforzato e il secondo numero di “Pa kwecha”, che esce a novembre, è un altro signor giornale.

Scrivo sul diario in quei giorni: «Viva le rivoluzioni. Quelle piccole, geograficamente circoscritte,che non ambiscono al potere, non occupano palazzi, perché li ritengono irrilevanti. Viva le rivoluzioni. Quelle quotidiane, che non hanno bisogno di anniversari, perché accadono ogni giorno».

3. Passi avanti e passi indietro tra una foresta e un tribunale

Il tribunale di Chemba ha la sua sede di fianco alla sede del partito Frelimo, sotto un grande albero di ntondo. All’interno, il controsoffitto c’è solo a metà, perché l’altra metà è danneggiata in seguito alle perdite di acqua che provengono dai buchi nel tetto. Nell’aula del processo, date le dimensioni ridotte, si sta tutti stretti, eccetto il giudice che siede su uno scranno imponente. Nello sgabuzzino adiacente, con la porta sbilenca assicurata da un solo cardine, si notano i faldoni dei processi accatastati disordinatamente, consumati dai topi e dalle termiti.

Ho cominciato ad acquisire una certa familiarità col tribunale di Chemba nel novembre dell’anno scorso, quando è cominciato il primo processo per taglio illegale di legname nel nostro Distretto. Un mese prima, alcuni uomini erano entrati nell’area recintata della nostra comunità di Pswinta, una delle settanta comunità della nostra parrocchia che si trova all’interno della riserva di Catulene, a circa 90 km da Chemba. Qui, muniti di motosega, senza autorizzazione e senza chiedere permesso a nessuno, avevano tagliato quattro grandi alberi di chakate preto, una specie protetta. A firmare e depositare la denuncia siamo noi, tre preti missionari, a nome della parrocchia di Chemba, assieme alla comunità cristiana di Pswinta e ai suoi due capi villaggio, in qualità di testimoni e di parte lesa.

Nella prima udienza, l’imputato ammette di essere entrato nell’area suddetta senza autorizzazione e di avere tagliato i quattro alberi. L’avvocato d’ufficio non ha nulla da aggiungere. Il caso sembra molto semplice. Aspettiamo la lettura della sentenza per il medesimo giorno, ma è rinviata. Nel frattempo, veniamo a sapere che il capo degli uomini che hanno tagliato gli alberi è cognato di Zinho, uno dei maggiori boss legati al taglio illegale di foreste - assieme ai cinesi - nella regione centrale del Mozambico.

Passano i mesi. La seconda udienza, a maggio di quest’anno, è kafkiana. L’imputato è assente, l’avvocato d’ufficio non apre bocca, mentre il giudice e il procuratore (che nel diritto mozambicano esercita la parte dell’accusa) difendono l’imputato, sostenendo che gli alberi in questione sarebbero stati tagliati all’interno di un’area soggetta a regolare licenza. Avevo studiato la legge 10/99 che regola il taglio di alberi e foreste. Cito l’articolo che sancisce i diritti delle comunità e dei privati in aree soggette a licenza, assieme ad un articolo del codice penale inerente la questione, suggeritomi da un amico avvocato di Beira. Il giudice, visibilmente impacciato, tergiversa. Evidentemente sia lui che il procuratore sono stati corrotti dal boss. Il giudice, che pensava di chiudere il caso dando ragione all’imputato, è costretto a fissare un’altra udienza, preceduta da un sopralluogo del Dipartimento forestale del Distretto sul luogo del reato, per verificare il fatto. Decisione improbabile, dato che lo stesso reato era già stato confessato dall’imputato nella prima udienza.

Due settimane dopo, il giudice corrotto muore di malaria celebrale. A Chemba, dove gli stregoni pullulano come le zanzare nella stagione delle piogge e dove gli spiriti sono più numerosi degli umani, circolano illazioni su eventuali poteri soprannaturali di p. Andrea. Nel frattempo, è nominato il giudice sostituto che, per lo meno, è una persona perbene.

L’ultimo giorno di luglio ha luogo la terza udienza, mentre per il giorno successivo è fissata la lettura della sentenza. L’imputato è condannato al pagamento di una multa di 72.800 meticais (poco più di 1000 euro, corrispondenti a due mesi di stipendio di un direttore di scuola) e a risarcire la comunità con la somma irrisoria 4.560 meticais - corrispondenti al valore economico dei quattro alberi in oggetto - decisamente sottostimato dal Dipartimento forestale del Distretto, che vuole essere benevolo con i boss del legname con i quali è fortemente colluso. Questiono il valore commerciale dell’indennizzo economico, aggiungendo che sarebbe legittimo anche un indennizzo morale per il danno subito dalla comunità. Ma il giudice fa il suo dovere: ciò che è scritto, è scritto. Prendo atto che non vale la pena fare ricorso, dato che il sistema mi sembra tutto marcio. Nel mese di settembre, l’imputato finisce una settimana in carcere per non avere ancora pagato la multa. Esce dopo che il boss esegue il versamento nelle casse dello Stato, mentre la comunità è ancora in attesa delle sue briciole di indennizzo. Intanto, camion carichi di tronchi tagliati nel Distretto di Chemba continuano quotidianamente a correre indisturbati in direzione del porto di Beira.

Tra passi avanti e passi indietro, alla fine, non saranno i violenti ad impadronirsi della terra

“Fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono”. Sono parole di Gesù. (Matteo 11,12). In questi ultimi mesi intensamente densi di vita  ̶  fatti di passi avanti, ma anche di passi indietro  ̶  queste parole abitano spesso la mia testa e il mio cuore.

Per parlare del regno dei cieli, un giorno, in una comunità, dissi: «Dziko ya kudzulu ndi pinthu pinafuna Mulungu pantsi pano», vale a dire, «il regno dei cieli sono le cose che Dio vuole, qui sulla terra». Avevo appena terminato di parlare dell’ingiustizia che uccide, dei soprusi dei potenti a danno dei poveri: stavo parlando della vita di quella comunità, saccheggiata delle sue foreste e costretta ad abbandonare la sua terra a causa della siccità. La gente capì al volo cos’è il regno dei cieli. Credo che Dio mi avrà perdonato se sono stato un po’ riduttivo o semplicistico. L’ho fatto in buona fede. Anche perché la nostra gente è proprio come la gente che ascoltava Gesù: rimane incantata dalle parabole del Vangelo e dalle parole semplici impastate con la vita, ma si perde nei discorsi astratti e nella fede liofilizzata a norme.

Però, riflettendoci bene, credo che sia proprio così: il regno dei cieli sono le cose che Dio vuole, non là in cielo, ma qui sulla terra. E intendo “terra” nell’accezione vasta della parola, nel senso immenso che abbraccia anche la nostra umanità. Il regno dei cieli è, allora, come Dio vuole che vadano le cose qui: le relazioni tra gli umani, i rapporti tra i popoli, le dinamiche che noi instauriamo col pianeta.

Dio non vuole che il regno dei cieli soffra violenza: Dio non vuole che siano i violenti ad impadronirsi della terra, dell’umanità, del pianeta. Questa è la destinazione, il punto di arrivo. Ciascuno di noi ha nelle sue mani la mappa dell’umanità e  ̶  come umano  ̶  è responsabile non solo del senso che dà a suoi passi, ma anche della direzione in cui va il mondo. Se a volte può essere frustrante constatare la distanza abissale tra dove siamo e dove un giorno certamente arriveremo, dall’altra parte mi dà consolazione e forza sapere che si cammina e si lotta assieme. E che quella destinazione, Dio l’ha già preparata. Solo aspetta i nostri passi. Uno avanti e uno indietro. Nella consapevolezza che anche un passo avanti e un passo indietro fanno, in ogni modo, due passi avanti.

 

 

Chemba, 28 dicembre 2017 

Baba Andrea

 

Immagini.

1. Serafino

2. Risalendo lo Zambesi: Tambara, 100 km a monte di Chemba

3. Redazione di "Pa kwecha", quasi al completo

4. Tribunale di Chemba

 

Chemba, 28 dicembre 2017 

Baba Andrea

 

Immagini.

1. Serafino

2. Risalendo lo Zambesi: Tambara, 100 km a monte di Chemba

3. Redazione di "Pa kwecha", quasi al completo

4. Tribunale di Chemba

Il parroco, don Antonio, ha celebrato domenica 24 dicembre a mezzanotte la solenne Messa di Natale in Castello. In questo articolo è possibile visionare le foto della celebrazione e ascoltare la predica di don Antonio. Un'occasione per rivivere e condividere la gioia del Natale.

In questo articolo puoi consultare l'edizione digitale del giornalino parrocchiale "Famiglia Insieme" che verrà distribuito in tutte le case dei viadanesi in occasione del prossimo Natale. Sul sito vi è inoltre uno specchietto, collocato nella pagina principale sul lato destro, dal quale si possono aprire i numeri passati di "Insieme".

In vista dell'Avvento le parrocchie di Viadana promuovono tre incontri di riflessione teologico-culturale guidati da don Angelo Maffioletti, parroco a San Matteo delle Chiaviche. Si svolgono presso l'oratorio di San Pietro alle ore 21.00. Il relatore illustrerà alcuni temi di impronta mariana con uno sguardo alle opere d'arte ad essi ispirate.

Giovedì 16 novembre: "L?incontro con Cristo, Maria la prima discepola."

Giovedì 23 novembre: "Maria: madre, sorella e sposa."

Giovedì 31 dicembre: "Il cammino della liturgia, le feste di Maria".

 

Gli oratori di Viadana tornano a proporre agli adolescenti dalla terza media una vacanza tra le nevi dal 2 al 5 gennaio 2018 a Dimaro in Trentino. I partecipanti potranno raggiungere le piste da sci e fare qualche gita tra i monti, prima di svolgere insieme le attività del campo. Le iscrizioni di raccolgono entro il 20 novembre in oratorio. La quota è di 210 euro ed è comprensiva del viaggio in pullman e del soggiorno in albergo. Per chi volesse iniziare a sciare, in accordo con la scuola di sci di Folgarida si potranno frequentare i corsi dei maestri di sci per tre giorni al costo di € 70 (due ore al giorno) e € 110 (3 ore al giorno). il noleggio dell'attrezzatura per chi frequenta i corsi sarà di € 30.

Qui sotto è possibile scaricare il volantino.

 

Con grande impegno la comunità cristiana si sforza di offrire a tutti i genitori cristiani di Viadana la possibilità di accompagnare i figli ai sacramenti. In questo articolo si possono consultare alcuni documenti informativi sull'anno catechistico dell'oratorio di Castello.

-          Domenica 8 ottobre alla Messa delle 10.30 in Castello e delle 10.00 a San Pietro inizierà l’anno di catechismo.

-          Nella settimana dal 8 al 15 inizia il catechismo (tranne la prima elementare).

Qui sotto sono illustrati gli orari degli appuntamenti settimanali nell'oratorio di Castello:

Giorno

Classe

Martedì dalle 15.00 alle 16.00.

 Va  Elementare.

Mercoledì dalle 15.00 alle 16.00.

IIIa e IVElementare.

Venerdì dalle 15.00 alle 16.00.

Prima Media.

Venerdì dalle 15.00 alle 16.00 a Castello e dalle 18.00 alle 19.00 a San Pietro.

Seconda e terza media.

Sabato dalle 15.00 alle 16.00.

Ia e IIa Elementare.

I bambini di terzaquarta e quinta Elementare che frequentano le classi a tempo prolungato a scuola faranno catechismo mercoledì dalle 16.25 alle 17.15.

Qui sotto sono illustrati gli orari degli appuntamenti settimanali nell'oratorio di San Pietro:

 

Classe

Giorno

orario

Luogo

3° ELEMENTARE

SABATO

15,00-16,00

Suore

4° ELEMENTARE

SABATO

15,00-16,00

Suore

5° ELEMENTARE

VENERDì 

SABATO

15,30-16,00

15,00-16,00

Oratorio

Oratorio

1° MEDIA

SABATO

14,30-16,00

Suore

Per i ragazzi di seconda e terza media c'è la possibilità di scegliere tra due appuntamenti, Venerdì dalle 15.00 alle 16.00 a Castello e dalle 18.00 alle 19.00 a San Pietro.

Per L’iscrizione è richiesto un contributo di € 10 per sostenere le spese di cancelleria. I soldi per l’iscrizione vanno consegnati ai catechisti o a don Piergiorgio il primo giorno di catechismo.

N.B.: i bambini di Va elementare e Ia media, non battezzati nella nostra parrocchia, devono presentare, entro Natale, il certificato di battesimo, qualora non l’avessero già portato. Il documento è indispensabile per essere ammessi a ricevere i sacramenti.

La celebrazione delle Prime Confessioni per i ragazzi di quinta elementare sarà domenica 11 marzo mentre la data di Comunioni e Cresime per i ragazzi di prima media verrà comunicata a breve.

Catechismo adolescenti: “Lunedì dalle 21.00 alle 22.00” in oratorio Castello.

La festa dell'oratorio 2017 oltre alla Messa di domenica 10 in San Martino alle ore 10.30 con il saluto a don Luigi e il benvenuto a don Francesco, offre alcuni appuntamenti di rilievo.

Lunedì 4 settembre, ore 21.00, INCONTRO FORMATIVO PER I GENITORI, “LASCIAMOLI SBAGLIARE. EDUCARE I FIGLI AL CONFLITTO E A SUPERARE LE DIFFICOLTÀ ”, CON IL PROF. DANIELE NOVARA DEL “CENTRO PSICO PEDAGOGICO” di PIACENZA.

Martedì 5 settembre, GITA A GARDALAND

Mercoledì 6 settembre, SERATA DELLO SPIRITO, ritrovo all’oratorio di San Pietro alle ore 21.00

Giovedì 8 settembre, 

ore 19.30 CENA IN ORATORIO (qui sotto si può scaricare il modulo per prenotarsi)

ore 21.00, SERATA CAMPI CON PROIEZIONE FOTO

Venerdì 9 settembre, ore 21.00, GIOCHI DI SAN NICOLA SUL SAGRATO DELLA CHIESA DI CASTELLO

Sabato 10 settembre,

ore 19.30, CENA IN ORATORIO

ore 21.00, NOTE DI NOTTE, si esibiscono i talenti dell’oratorio e del grest

domenica 10 settembre,

ore 10.30 SANTA MESSA A SAN MARTINO, SALUTO A DON LUIGI E BENVENUTO A DON FRANCESCO

ore 19.30, CENA IN ORATORIO

ore 21.00, SPETTACOLO DEI RAGAZZI DEL GREST con la presenza del VENTRILOQUO ANDREA FRATELLINI DI ITALIA'S GOT TALENT

Giovedì 7 (su prenotazione, qui sotto si può scaricare il modulo), sabato 10 e domenica 11 settembre si può cenare in oratorio, un'occasione imperdibile ... provare per credere.

Nelle ultime due settimane di vacanza scolastica torna il grest per i ragazzi di elementari e medie. Dal 28 agosto al 10 settembre in concomitanza con la festa dell'oratorio (4-10 settembre) tutte le mattine, dalle 9 alle 12.00, dal lunedì al venerdì saranno organizzate attività per i bambini e i ragazzi. Non mancate! 

Calendario Grest 2017

1^ settimana

Lunedì 28

 

Martedì 29

Mercoledì 30

Giovedì 31

Venerdì 1

Mattino

Iscrizioni

Festa di apertura

Attività e giochi

 

Attività e giochi.

Attività e Giochi

(in piscina al pomeriggio)

Attività e Giochi

 

2^ settimana

Lunedì 4

Martedì 5

Mercoledì 6

Giovedì 7

Venerdì 8

Mattino

Attività e giochi.

 

Gita a Gardaland

Tutto il giorno

 

Attività e giochi.

 

Attività e giochi

 

Attività e giochi.

 

Il programma della festa degli oratori

Lunedì 4 settembre, ore 21.00,oratorio Castello, INCONTRO FORMATIVO PER I GENITORI, “LASCIAMOLI SBAGLIARE. EDUCARE I FIGLI AL CONFLITTO E A SUPERARE LE DIFFICOLTÀ ”, CON IL PROF. DANIELE NOVARA DEL “CENTRO PSICO PEDAGOGICO” di PIACENZA.

Martedì 5 settembre, GITA A GARDALAND

Mercoledì 6 settembre, “A PROPOSITO DI SINODO DEI GIOVANI…”, ritrovo all’oratorio di San Pietro alle ore 21.00

Giovedì 7 settembre, ore 19.30 CENA IN ORATORIO (qui sotto si può scaricare il modulo per prenotarsi)

ore 21.00, SERATA CAMPI CON PROIEZIONE FOTO

Venerdì 8 settembre, ore 21.00, GIOCHI DI SAN NICOLA SUL SAGRATO DELLA CHIESA DI CASTELLO

Sabato 9 settembre,

ore 19.30, CENA IN ORATORIO

ore 21.00, NOTE DI NOTTE, si esibiscono i talenti dell’oratorio e del grest

Domenica 10 settembre, FESTA PATRONALE DI SAN NICOLA

ore 10.30 SANTA MESSA A SAN MARTINO, SALUTO A DON LUIGI E BENVENUTO A DON FRANCESCO

ore 19.30, CENA IN ORATORIO

ore 21.00, SPETTACOLO DEI RAGAZZI DEL GREST con la presenza del ventriloquo ANDREA FRATELLINI di ITALIA'S GOT TALENT

La festa patronale della parrocchia di San Pietro coincide con l'avventura dei grest degli oratori di Viadana. Due fine settimana, 17-18 giugno e 24-25 giugno, saranno un'occasione di convivialità per tutta la comunità cristiana. A coronamento dei giorni di festa ci saranno alcuni appuntamenti imperdibili:

Martedì 13, ore 21.00, incontro con il papà di Emanuele Ghidini, ragazzo di 13 anni che nel 2013, sotto l'effetto di droghe, si suicidò buttandosi nel fiume Chiese,

Sabato 17, alle ore 21.00, Paolo Gulisano presenterà il libro "Il prodigio di Lisbona", a seguire concerto degli Shuffle.

Domenica 18, alle ore 10.00 Santa Messa e pic nic delle famiglie, alle 20.30 spettacolo di magia con il mago Gian.

Sabato 24, alle 21.15, spettacolo "Nel fantastico mondo di Oz", presentato dal gruppo teatro dell'oratorio "Natistanki".

Domenica 25, alle 21.15, spettacolo dei ragazzi del grest.

Il 17, 18, 24 e 25 giugno sarà aperta la cucina.

Il Vescovo emerito di Cremona, Dante Lafranconi, ha presieduto la solenne celebrazione di Cresime e Prime Comunioni nella parrocchia di San Pietro sabato 20 maggio alle 17.30. La classe del sesto anno dell'itinerario di iniziazione cristiana sul modello catecumenale (38 fanciulli di prima media) ha vissuto la tappa più significativa nel percorso di crescita cristiana. Il Vescovo Dante e il parroco don Antonio non hanno mancato di rivolgere un ringraziamento ai catechisti e alle famiglie dei ragazzi e hanno spronato tutti quanti ad impegnarsi nell'opera di trasmettere la fede in Cristo alle nuove generazioni. Qui sotto è possibile riascoltare e scaricare l'omelia del Vescovo Dante.

L'omelia di mons. Dante Lafranconi prima delle Cresime:

Le immagini della celebrazione dei sacramenti di Cresima e Prima Comunione

Avvisi Settimanali

   ->Avvisi 8/09/2019

   ->Archivio Avvisi

Orari delle SS. Messe

 S. Messe Festive

Ore 8.00 - S.Pietro

Ore 9.00 - S. Martino

Ore 10.00 - S. Pietro

Ore 10.30 - Castello

Ore 11.15 . Buzzoletto

Ore 11.30 - S. Maria

Ore 18.30 - Castello (inv. ore 18.00)

S. Messe Festive del sabato

Ore18.00 - S. Pietro

Ore 18.30 - Castello (inv. ore 18.00)

 S. Messe Feriali 

Ore 7.00 - Cappella delle suore di S. Pietro

Ore 7.30 - S. Maria

Ore 9.00 - S. Rocco

Ore 18.00 - S. Pietro 

Ore 18.30 - Castello Tutti i giorni (inv. 18.00)

Ore 20.30 - San Rocco solo il primo giovedì del mese

Confessioni: venerdì dalle ore 9.15 alle 11.15 In Castello e sabato dalle ore 16.00 alle 17.30 a San Pietro.

Bisogni Caritas

I volontari della Caritas sono in sede (dietro la caserma dei Carabinieri di Viadana, ex-villaggio) tutti i sabati dalle 14.30 alle 17.30. Attualmente c'è necessità di generi alimentari a lunga conservazione: pasta, latte, olio, zucchero, farina bianca, legumi e conserve, biscotti.