Il Battesimo di quattro neonati ha allietato la massima celebrazione dell'anno liturgico. La comunità parrocchiale ha partecipato intensamente ai grandi momenti rituali che hanno scandito la ripresentazione della risurrezione di Cristo. Come ha ricordato il parroco, don Floriano Danini, nell'omelia (che si può riascoltare e scaricare cliccando qui sotto) ora sono i credenti a vivere da risorti e a testimoniare la presenza di Gesù, il vivente.

L'omelia di don Floriano alla Veglia Pasquale

Le parrocchie di Viadana hanno celebrato insieme i solenni riti che ripresentano la morte di Cristo nella chiesa di Santa Maria: la lettura della Passione secondo Giovanni, la preghiera universale, l'adorazione della croce, la distribuzione dell'Eucarestia. Da ultimo si è svolta la processione per le vie di Viadana fino alla Chiesa di Castello e il bacio del Cristo morto.

Qui l'omelia di don Floriano e le immagini del rito:

Le celebrazioni del Triduo Pasquale sono iniziate giovedì 16 aprile con la Messa in Coena Domini a San Martino; nella Messa si è svolto anche il suggestivo rito della "lavanda dei piedi", nel ruolo degli apostoli c'erano i bambini di quinta elementare.

Le immagini e l'omelia di don Floriano sul dono dell'Eucarestia da parte di Gesù alla Chiesa.

La lettera del missionario viadanese, padre Andrea Facchetti, dal Mozambico. Nuova missione, medesimo ardore...

 

Charre, 14 aprile 2014

Corrispondenze

1. Corrispondenze non pervenute

Qui l’energia elettrica non è ancora arrivata. L’hanno fermata a Bawe, il villaggio otto chilometri prima. Qui nella savana, appena sotto il diciassettesimo parallelo dell’emisfero australe, il sole conosce poco le stagioni e alle diciotto o giù di lì, rapido e puntuale durante tutto il corso dell’anno, scivola dietro le colline scavate nei millenni dalla forza delle acque del grande fiume Zambesi. Qui la notte porta a casa la gente dalla campagna, porta reggimenti di zanzare che sembrano cacciabombardieri pronti a sganciare, porta le vacche nei recinti, porta il buio illuminato dai fuochi accesi a fianco delle capanne, porta il silenzio cadenzato dal battito ritmico delle mani sul tamburo. Ma, soprattutto, porta un cielo vasto da vertigine. Vertigine perché - eccetto la croce del sud, lì in piedi sul lato sinistro della via lattea australe – sono sovrastato da una distesa di stelle alle quali non ho ancora imparato a dare un nome. Naturale cercare corrispondenze con il cielo dell’emisfero boreale, ma niente da fare. Perduto. Di nuovo vertigine. Vertigine da corrispondenze siderali non pervenute.

2. Corrispondenze mutate

L’intestazione di questa lettera non corrisponde a quella della lettera precedente. Il “qui” non è il “qui” Chemba, ma è il “qui” Charre. E non è un “qui” di passaggio. P. Janvier, è infatti tornato a Chemba perché la guerriglia in Congo, suo paese di origine, pare essere terminata e così a me è stato chiesto di integrare la comunità di Charre che da più di due anni aspettava un padre. Dai primi di marzo sono quindi a Charre assieme a p. Cesare e a p. Justin. A Dio piacendo, questa dovrebbe essere la mia destinazione definitiva. Almeno per qualche anno. Un nuovo inizio, non è la prima volta: di nuovo ricominciare a conoscere i volti e le storie di vita che i volti si portano dentro, ricominciare a tessere le relazioni, ricominciare ad imparare le strade per arrivare alle comunità memorizzando i punti critici per non rimanere impiantato con la jeep, ricominciare a cercare i luoghi dove trovare silenzio. In ogni modo, mettere radici costa meno che tagliarle. Delle quattro comunità che come Missionari Saveriani abbiamo in Mozambico, forse questa è la meno facile (non dico difficile, perché significherebbe non riconoscere che siamo presi per mano): isolata per quattro mesi durante la stagione delle piogge, secca e povera durante il resto dell’anno, altra regione e altra diocesi, 82 comunità da incontrare almeno due volte all’anno e fino a più 200 km di distanza su strade sterrate pessime. Ma va bene così, io mi trovo benissimo.

Charre è terra arida in mezzo a due grandi fiumi, in linea d’aria equidistante circa una ventina di chilometri da entrambi: a ovest lo Zambesi e a est lo Chire, che nace dal lago Niassa per gettarsi proprio nello Zambesi poco distante da qui. Charre è villaggio di capanne sparse a ridosso della strada sterrata che porta a nord, in Malawi. Per raggiungere alcune nostre comunità dobbiamo attraversare la frontiera - che è a poco meno di venti chilometri - per poi rientrare in territorio mozambicano. Charre è la vasta pianura dello Chire, con il monte Morrumbala che si erge imponente a distanza. Charre è anche terra di colline ripide in prossimità dello Zambesi: in mezzo ad alberi secolari – sembrerà strano, ma i cinesi non sono ancora passati di qui – la gente ha ritagliato i suoi campi coltivati a miglio, sorgo e mais, che resistono perché i raggi del sole arrivano più obliqui che in pianura e la montagna trattiene l’umidità necessaria. Charre è terra di capre, ma la regina qui è la vacca. La vacca è certezza matematica di sopravvivenza: una famiglia che ha una vacca, può fare un pessimo raccolto per causa della siccità, ma non fa la fame. I commercianti vengono da Tete, da Beira e da Quelimane per rivenderle nei mercati in città. E una vacca può valere fino a tredici mila meticais, cioè il salario di tre mesi di un maestro elementare.

In tempi di guerra fredda, il Mozambico divenne campo di battaglia di giochi di potere folli decisi altrove: da una parte il blocco comunista, dall’altro quello occidentale. Nei sedici anni di guerra civile (1976-1992), migliaia di mozambicani passarono da Charre, sulla strada polverosa a trenta metri da casa nostra: dei cinque milioni di profughi, la gran parte cercava rifugio in Malawi e questo di Charre era il canale di fuga principale. I villaggi venivano abbandonati: chi aveva parenti scappava in città, altrimenti fuggiva oltre il confine. Di coloro che scelsero di rimanere, un milione furono uccisi. Anche Charre, in quegli anni rimase deserta. E i missionari che erano qui allora, per amore del popolo assieme al quale avevano già camminato nella lotta contro il regime coloniale portoghese, decisero di nuovo di non abbandonarlo, ma di condividere assieme la medesima sorte di profughi. Dal Malawi tornavano di nascosto, rischiando la vita, per non perdere le relazioni con chi aveva scelto di rimanere e aveva cercato nascondiglio nello isole situate nella confluenza tra lo Zambesi e lo Chire. Questo popolo, dopo più di venti anni, non dimentica i nomi, i volti e le storie di chi ha scelto di fare un pezzo di strada assieme.

3. Corrispondenze non corrisposte

Per arrivare a Charre si attraversa lo Zambesi e si va verso nord. Altra regione: da Sofala si entra in quella di Tete, che prende il nome dalla omonima città capoluogo. La regione di Tete è una delle più povere del Mozambico: realtà prettamente rurale – dove “rurale” vuol dire zappa (e solo zappa) - caratterizzata dalla scarsità di pioggia; strade pessime, comprese le arterie principali che portano a Tete, che sono asfaltate solo in parte; tutti i distretti e i municipi amministrati dalla Frelimo, con un sistema clientelare capillare e corrotto da cima a fondo; villaggi sperduti, distanti da scuole e ospedali, con conseguenti tassi estremamente elevati di mortalità infantile e di analfabetismo.

È vero che la regione di Tete è povera, ma è anche vero che la regione di Tete è ricca. Anzi, ricchissima. Nel 2008 alcuni geologi fecero una scoperta sorprendente: nel distretto di Moatize, a 30 km da Tete, si trova la maggiore riserva di carbone del pianeta ancora non sfruttata, con i suoi 23 miliardi di tonnellate di carbone. Così, dopo pochi anni, Moatize è oggi la maggiore miniera di carbone a cielo aperto del mondo. Le due maggiori concessioni sono in mano alla brasiliana Vale e alla britannico - australiana Rio Tinto. Si stanno ora svegliando anche cinesi e indiani, economie in forte crescita e in cerca di fonti di energia. Inoltre, ci sono tecnici provenienti dall’Africa del Sud, imprese di costruzione portoghesi, altre statunitensi specializzate nel commercio di macchine pesanti. Ci sono tutti. Eccetto che mozambicani. Le duemila famiglie del villaggio di Moatize sono state “delocalizzate” nel villaggio di Cateme, a 40 km di distanza da Moatize in mezzo al niente e sono ancora in attesa di una parte dell’ indennizzo che le multinazionali giurano di avere dato al governo mozambicano e che pare abbia preso altre poco chiare destinazioni. E anche la maggior parte delle attività economiche generate dalla corsa al carbone sono gestite da imprese straniere: ad esempio, gli stessi alimenti forniti ai lavoratori delle imprese multinazionali, sono inviati in aereo da Johannesburg.

Si potrà pensare che se non ci sono ricadute dirette sull’economia locale, ci potranno essere benefici per l’economia del paese almeno a livello macroeconomico nel lungo periodo. Niente da fare. Per favorire l’afflusso di capitale di investimento, il governo mozambicano ha ingenuamente concesso condizioni generosissime in termini di riduzioni fiscali. Ad esempio si calcola che le riduzioni fiscali a tre grandi multinazionali (Fortune 500 BHP Billiton, Vale, Andarko) sottraggano alle casse del paese, 500 miliardi di dollari, pari al 4% del PIL del Mozambico. Il Banco Mondiale afferma che il Mozambico – nonostante un PIL al 7,5% - continuerà a rimanere uno dei paesi più poveri dell’Africa Australe se non modificherà i regimi fiscali concessi alle grandi multinazionali del carbone e del gas naturale (l’italianissima Eni in testa) e non reinvestirà tali proventi in aree quali educazione, sanità, agricoltura e infrastrutture. E a dirlo è il Banco Mondiale, baluardo del capitalismo ultraliberista, nonché principale detentore del debito pubblico mozambicano.

Ricchezza di una terra a cui non corrisponde la vita e il bene di chi qui è nato ed ha il diritto di viverci da umano e non da sfruttato. Corrispondenze non corrisposte, esito evitabilissimo di un sistema economico ingiusto e di un impoverimento pianificato a tavolino.

4. Corrispondenze improbabili

Sono arrivato a Charre all’inizio dello Ndzidzi ya Ntsiku Makumanai, letteralmente “il periodo dei quaranta giorni”, vale a dire la Quaresima. Il colore liturgico della Quaresima è il viola. Il colore viola, presso il popolo Sena, esiste come concetto, perché il viola si dà nella realtà, ma non esisteva come parola. In maniera molto icastica, per dare un nome al concetto del viola, si è coniata l’espressione “Nsuzi ya nyemba”, che significa “il bruciato dei fagioli”. Con uno sforzo di immaginazione notevole, i fagioli bruciati possono avere un colore che vagamente ricorda il viola.

Però, almeno, il concetto di viola esiste. Più problematica è invece la questione del digiuno – uno dei pilastri del tempo di Quaresima – che, presso il popolo Sena, non esiste neppure come concetto. Del resto, è difficile solo pensare il concetto di digiuno in una realtà dove la fame è problema endemico quotidiano e dove per dire “grazie” si dice “takhuta”, verbo al quale si ricorre alla fine del pasto per esprimere la sazietà e che comunica la pienezza della gioia nelle sue molteplici dimensioni. Ecco allora che per rendere una parola come il digiuno, della quale neppure esisteva il concetto, si è coniata l’espressione “nyatwa ya njala”, che letteralmente significa “sofferenza della fame”. In effetti, è difficile negare che la decisione deliberata e volontaria di non mangiare, in un contesto dove l’assenza del mangiare è preoccupazione reale, non sia una sofferenza.

Pensavo a questo la prima domenica di aprile, tornando da una comunità, sotto sera e sotto un cielo plumbeo, con la jeep che slittava allegramente nell’ultimo fango di una stagione delle piogge magra prossima al termine. Nelle settimane precedenti, non mi ero neppure lontanamente azzardato a cercare corrispondenze improbabili parlando alla gente del colore liturgico viola o del digiuno.

Conclusione. Corrispondenze trovate

La bellezza del Vangelo di Gesù è vasta come la distesa di stelle a cui non sappiamo dare il nome. Quando dobbiamo raccontarlo  agli altri, cerchiamo appiglio nelle poche certezze che ci portiamo dentro e ci ancoriamo alle poche stelle conosciute. Questo è normale e forse è anche bene. Però può essere un pericolo, perché si corre il rischio di bloccarsi lì e di accomodarsi. Forse per pigrizia mentale, o per carenza di fantasia, o forse per quella prigione  che ci intrappola impotenti e che si chiama paura, oppure per il poco coraggio di prendere il largo nel mondo dell’altro. Così facendo ci rendiamo incomprensibili, oltre che, probabilmente, ridicoli.

Gesù cercava corrispondenze con la vita quotidiana vissuta dalla gente del suo tempo: ai pescatori parlava delle reti e dei pesci, ai pastori delle pecore, ai contadini della semente gettata nel campo, agli esattori del denaro, alle donne della farina e del lievito, ai padri delle decisioni dei figli. A tutti parlava della vita vissuta.

Dicevo a me stesso, quella medesima domenica, a notte ormai calata e prossimo a casa: «Caro Andrea, quanto hai da camminare sul sentiero delle corrispondenze!». E  su quel sentiero -  che è il sentiero di un popolo che mi accoglie – togliere i sandali delle mie certezze per cercare corrispondenze con la polvere e il fango della strada, con la fatica di giorni interi a zappare sotto il sole, con il profumo della polenta di miglio ancora bollente intinta nei fagioli, con l’ingiustizia della propria terra venduta alle multinazionali della canna da zucchero, con il tramonto sullo Zambesi nelle sue infinite gradazioni dal giallo al rosso, con la storia di una madre che deve tirare avanti dopo che il marito ha preso la seconda moglie, con la rassegnazione di Zacarias che deve pagare sottobanco se non vuole essere bocciato, con l’attesa trepidante della pioggia che quando arriva dona vita alla terra, con il volto felice di chi torna dalla campagna con il frutto del proprio lavoro caricato sopra la testa e un figlio neonato addormentato avvolto alla schiena.

Trovato. Di nuovo vertigine. Vertigine da corrispondenze di vita vissuta. Questa volta, pervenute.

pe. André 

Immagini

1. Charre. Davanti a casa nostra, il Morrumbala sullo sfondo.

2. Charre. Pianura dello Chire.

3. Assieme a pai Emilio (contadino, allevatore, nonché mio maestro di Chisena), alla moglie Lucia e a tre dei loro sette figli: Melo, Pedro e Maria

 

Al termine di più di un anno di preparazione, il gruppo teatro adulti ha presentato venerdì 11 aprile in san Rocco lo spettacolo "Barabba". La fatica di attori e registi è stata premiata non solo dai complimenti del numeroso pubblico, ma soprattutto dalla consapevolezza di aver proposto ai fedeli della parrocchia una valida opportunità per introdursi nella spiritualità della imminente settimana santa.

Le immagini della galleria qui sotto sono solo una piccola finestra su "Barabba", ma offrono la possibilità di notare l'accuratezza delle scene.

 

Gli avvisi delle celebrazioni e degli appuntamenti della Settimana Santa, dal 13 al 20 aprile:

  • Martedì sera alle 21.00 in Castello, confessioni per adulti e giovani. Ci saranno dieci confessori. I sacerdoti saranno disponibili per le confessioni anche nel pomeriggio del sabato santo. Il Vescovo Dante ha autorizzato i sacerdoti ad assolvere dalla scomunica i penitenti che hanno commesso o consigliato l'aborto senza ricorrere all'ordinario fino a domenica 27 aprile.
  • Mercoledì mattina e, se necessario, nel pomeriggio, le confessioni e le comunioni ad anziani e malati nelle case. Chi non riceve la vista delle suore è invitato a comunicare a don Floriano nome e indirizzo.

Triduo pasquale:

  • Giovedì santo in San Martino alle 21.00: solenne celebrazione dell'ultima cena e adorazione eucaristica fino alle 23.00.
  • Venerdì santo: alla mattina ci sarà il confessore in Castello; nel pomeriggio alle 15.00 via crucis per i ragazzi in Castello e alle 16.00, in Santa Maria, via crucis e confessioni per gli anziani. Alle 21.00, in Santa Maria, celebrazione della passione e morte di Gesù, quindi processione per le vie di Viadana: via D'Azeglio, via Cavallotti, Piazza Manzoni, via Grossi, largo De Gasperi, via Circonvallazione, Chiesa di Castello. Si invita ad esporre sui balconi e alle porte un segno di partecipazione: un lumino, un addobbo, la luce accesa...
  • Veglia pasquale in Castello alle 21.30: è la più importante celebrazione dell'anno liturgico: liturgia della luce, liturgia della Parola, celebrazione di quattro Battesimi. Si raccomanda la puntualità.

Gli oratori di Viadana, San Pietro e Castello, propongono i loro campi per l'Estate 2014. Dal 5 al 12 luglio per i bambini e i ragazzi dalla IV^ elementare alla seconda media, è prevista la vacanza a Cesenatico nella casa Sant'Omobono della Diocesi di Cremona. Il Costo di partecipazione è di 300 €.

Dal 12 al 19 luglio a Folgarida (TN) si svolgerà il campo per gli adolescenti dalla III^ media alle classi superiori. La quota per la settimana in montagna è di 330 €.

Per qualsiasi informazione ci si può rivolgere a don Fabio e a don Piergiorgio nei rispettivi oratori.

Per l'iscrizione invece, ci si raccomanda di comunicarla, con il versamento di 100 € di caparra entro l'11 maggio per il campo al mare ed entro l'8 giugno per quello in montagna. Sotto puoi scaricare le locandine e una scheda che riporta informazioni dettagliate sul campo al mare per i bambini e i ragazzi dalla quarta elementare alla seconda media.

In questo articolo puoi consultare l'edizione digitale del giornalino parrocchiale "Insieme" che verrà distribuito in tutte le case dei viadanesi in occasione della Pasqua. Sul sito vi è inoltre uno specchietto, collocato nella pagina principale sul lato destro, dal quale si possono aprire i numeri passati di "Insieme".

Sabato 5 aprile alle 21.00 presso l'oratorio castello, don Maurizio ha presentato un libro, fresco di stampa, a commento del Vangelo di Marco (Meditare con Marco la Pasqua di Gesù, Edb), che coniuga commento esegetico e ricordi delle esperienze pastorali dell'autore.

Qui di seguito alcune immagini della serata e l'audio della relazione di don Maurizio:

Prima parte:

Seconda parte:

 

Scegli di sostenere la Parrocchia di Castello attraverso la destinazione del 5 per 1000 nella casella dedicata della dichiarazione dei redditi. Basta scrivere il Codice fiscale della Parrocchia: 92001100202.

Venerdì 11 aprile alle 21.00 nella chiesa di San Rocco a Viadana, il gruppo teatro "adulti" della Parrocchia di Castello mette in scena "Barabba" un'opera teatrale tratta dal romanzo dello Svedese Pär Lagerkvist. Sarà una ottima occasione per introdursi in un modo originale nei riti della Settimana Santa. Un plauso ai membri del gruppo teatro "adulti" che ormai da più di un anno si preparano per questo appuntamento.

Qui sotto è possibile scaricare la locandina che promuove l'evento con alcune parole di presentazione.

In questo articolo si può ascoltare la relazione di don Daniele Gianotti a commento dell'esortazione apostolica di papa Francesco Evangelii gaudium, proposta giovedì 20 marzo presso l'auditorium dell'ITC di piazzetta Orefice. Don Daniele ha offerto una riflessione sulla peculiare modalità del Papa di proporre la dimensione culturale della fede. Papa Francesco non è disposto ad accettare una riduzione della fede all'ambito spirituale e teologico, ma il suo modo di vivere nel mondo si presenta molto articolato e raffinato, frutto di una lunga esperienza pastorale di discepolato.

La prima parte dell'intervento di don Gianotti:

La seconda parte:

La terza parte:

Il video, proiettato durante l'incontro, di un appello informale del papa all'unità dei cristiani:

 

Si è svolto venerdì 13 marzo alle 21.00 presso l'auditorium dell'ITC di piazzetta Orefice a Viadana il primo incontro con don Daniele Gianotti, presbitero e teologo della diocesi di Reggio Emilia, a commento dell?evangelii Gaudium di papa Francesco. In particolare sono stati presi in esame i primi due capitoli dai quali è emerso come il compito più urgente che papa Francesco affida alla Chiesa sia quello di uscire da schemi di autoconservazione per tornare ad essere missionaria senza paura di perdere potere o "spazio". Qui sotto è possibile ascoltare la relazione, scaricare in formato pdf l'Evangelii Gaudium ed anche l'intervista del papa a Civiltà Cattolica.

La prima parte dell'intervento di don Gianotti:

La seconda parte:

La terza parte:

Alcune immagini della serata:

 

L'articolo del sito parrocchiale da cui è possibile scaricare l'Evangelii Gaudium

L'articolo del sito parrocchiale da cui è possibile leggere l'intervista del papa a Civiltà Cattolica

 

Nei giorni 21 e 22 marzo presso il supermercato Iper Simply di Cogozzo ci sarà una raccolta di generi alimentari di prima necessità. Un grazie alla direzione del supermercato per aver permesso lo svolgersi di questa iniziativa e a tutti coloro che vi contribuiranno. Gli operatori della Caritas sono alla ricerca di aiutanti nella raccolta. Per comunicare il proprio nome a sostegno dell'iniziativa come volontario, ci si può rivolgere in casa parrocchiale o presso la sede Caritas di Viadana, dietro i Carabinieri (aperta solo il sabato pomeriggio dopo le 14.00). 

Qui vengono presentate le proposte Quaresimali per tutti i parrocchiani: 

  • Giovedì 13 marzo, nell' auditorium ITC di piazzetta orefice alle 21, don Daniele Gianotti, teologo della diocesi di Reggio Emilia illustra l' enciclica di papa Francesco "Evangelii Gaudium", in una relazione dal titolo "Le trasformazioni della chiesa secondo la prospettiva di papa Francesco".
  • Giovedì 20 marzo, nell' auditorium ITC di piazzetta orefice alle 21, don Daniele Gianotti, teologo della diocesi di Reggio Emilia illustra l' enciclica di papa Francesco "Evangelii Gaudium", in una relazione dal titolo "Alcune sfide del mondo attuale".
  • Domenica 16 marzo, dalle 17.15 alle 18.00, nella chiesa di Castello, adorazione eucaristica.
  • Mercoledì 19 marzo, alle 18, celebrazione eucaristica in Castello nella solennità di San Giuseppe, sposo di Maria.
  • Martedì 25 marzo, alle 21,  celebrazione eucaristica  in S. Maria, nella solennità dell' Annunciazione.
  • Domenica 30 marzo, alle 9.30, in oratorio, ritiro spirituale per adulti e ragazzi.
  • Domenica 6 aprile, alle 16, in Castello, celebrazione della prima riconciliazione per i bambini del 5° anno del catecumenato.
  • Venerdì 11 aprile, alle 21, in S. Rocco, il gruppo adulti propone una messa in scena dell'opera "Barabba".
  • Mercoledì 26 marzo e 2 aprile, alle 16, in oratorio, incontro per formare un gruppo di aiuto ad anziani e malati.
  • Martedì 15 aprile, alle 21, in Castello, confessioni.

 

In questo articolo trovate le foto della bellissima festa di Carnevale che si è svolta in oratorio domenica 2 marzo grazie alla collaborazione di alcuni genitori e degli educatori dell'A.C.R. Tutti i bambini hanno partecipato con entusiasmo alle olimpiadi di carnevale guidati da rappresentanti dei quattro continenti. Buona quaresima a tutti!

Qui le foto, non perdetevele!

Cliccando sulle sezione genitori alla voce catechismo del menù principale si possono consultare le schede degli incontri con i genitori dei bambini che frequentano il percorso catecumenale in preparazione ai sacramenti dell'iniziazione cristiana (Cresima e Eucarestia). 

http://www.viadanacastello.it/catechismo/2013-03-11-16-50-26

L'elenco di alcune iniziative rivolte ai giovani dai 18 anni:

- Sabato 15 marzo c'è la possibilità di partecipare a Cremona ad un incontro del ciclo "Fatica di credere", una serie di appuntamenti, pensati dal centro pastorale diocesano, che affrontano grazie agli interventi di intellettuali qualificati alcune tematiche dell'attuale panorama culturale; in particolare quest'anno al centro delle riflessioni c'è il tema delle neuroscienze. Il 15 marzo alle 17.00 ci sarà il quarto e ultimo incontro, che vedrà intervenire il biblista cremonese don Romeo Cavedo insieme a un altro relatore. Si guarderà alle "inter-ferenze" tra le neuroscienze e le categorie teologiche, che sono sollecitate a trovare nuovi orizzonti per non cadere nell’insignificatività o in risposte non adeguate a quanto l’uomo, con la sua curiosità, sta scoprendo di se stesso. Titolo: "Inter-forze divine. Quale spazio per Dio nella vita dell'uomo?". Sul sito diocesano (vedi link) si possono ascoltare le precedenti relazioni. Si parte dall'oratorio castello alle 16.00. Per partecipare si deve contattare don Piergiorgio (3334538511).

- Lunedì 21 aprile (pasquetta) e martedì 22 aprile ci sarà un uscita di carattere spirituale che raggiungerà l'Umbria e la città di Assisi. Si alloggerà nella notte presso la cittadina di Scopoli; a disposizione ci sarà il pulmino, quindi si può intuire che i posti non sono molti. Il costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 70 euro. Per partecipare contattare don Piergiorgio (3334538511) entro il 7 marzo.

- Vi ricordo la possibilità di partecipare al pellegrinaggio dei giovani della Lombardia in Terra Santa dal 7 al 14 agosto. Tutte le informazioni sono riportate nell'articolo del nostro sito (http://www.viadanacastello.it/la-parrocchia/notizie/item/110-una-proposta-per-i-giovani-pellegrinaggio-in-terra-santa-dal-7-al-14-agosto). Le iscrizioni si raccolgono entro l'8 aprile consegnando una caparra di 200 euro. Il costo complessivo del pellegrinaggio (950 euro) è molto al di sotto della media. Un'opportunità da non perdere!!! Per avere informazioni si deve contattare don Piergiorgio.

- L'Ufficio pastorale giovanile della Diocesi di Cremona propone gli esercizi spirituali per i giovani a Tignale dal 14 al 16 marzo (http://www.focr.it/eventi-novita/esercizi-giovani-2013/).

 

Avvisi Settimanali

   ->Avvisi 8/09/2019

   ->Archivio Avvisi

Orari delle SS. Messe

 S. Messe Festive

Ore 8.00 - S.Pietro

Ore 9.00 - S. Martino

Ore 10.00 - S. Pietro

Ore 10.30 - Castello

Ore 11.15 . Buzzoletto

Ore 11.30 - S. Maria

Ore 18.30 - Castello (inv. ore 18.00)

S. Messe Festive del sabato

Ore18.00 - S. Pietro

Ore 18.30 - Castello (inv. ore 18.00)

 S. Messe Feriali 

Ore 7.00 - Cappella delle suore di S. Pietro

Ore 7.30 - S. Maria

Ore 9.00 - S. Rocco

Ore 18.00 - S. Pietro 

Ore 18.30 - Castello Tutti i giorni (inv. 18.00)

Ore 20.30 - San Rocco solo il primo giovedì del mese

Confessioni: venerdì dalle ore 9.15 alle 11.15 In Castello e sabato dalle ore 16.00 alle 17.30 a San Pietro.

Bisogni Caritas

I volontari della Caritas sono in sede (dietro la caserma dei Carabinieri di Viadana, ex-villaggio) tutti i sabati dalle 14.30 alle 17.30. Attualmente c'è necessità di generi alimentari a lunga conservazione: pasta, latte, olio, zucchero, farina bianca, legumi e conserve, biscotti.