S. PIETRO APOSTOLO

Circa l'origine della chiesa bisogna ricordare che il Parazzi scriveva di una lapide sulla quale era un'epigrafe: BAPTISTERUM OLIM VETUSTISSIMAE/ ECCLESIAE S. PIETRI SACRARUM/ CCCCc. L'autenticità di tale asserzione farebbe risalire ilnucleo originale e più antico della Pieve di S. Pietro addirittura al sesto secolo dopo d.C..

 

Notizie non meno sicure si hanno sulla costruzione della seconda chiesa pare avvenuta con l'aiuto di Matilde di Canossa nel 1107, di cui dovrebbe rimane il campanile nella parte tra le fondamenta e il piano dove si trova l'orologio, tradizione, questa, già smentita nel sec. XVIII le cui memorie ricordano l'erezione della torre dalle fondamenta nel 1520. All'interno della torre sono ancora visibili due finestre ogive a sesto acuto che, per ogni altro lato, dovevano ornare la cella campanaria fino agli inizi del 1800, quando fu innalzata sino agli attuali 40 metri come insegna il vecchio popolare: "S. Pédar: Césa nòvà e tor suntà!"

 

La chiesa matildica, sempre secondo il Parazzi che nel 1861 durante uno scavo ne vide le fondamenta, sarebbe stata molto piccola con l'abside rivolta a oriente e la facciata a occidente; la torre sorgeva sul fianco destro ed era praticamente inserita nel sagrato attuale che allora era tutta area cimiteriale.

 

Già agli inizi del sec. XVII la chiesa medioevale si era rivelata insufficiente, anche se restava lo "sfogo" della più vasta chiesa del convento di S. Francesco dei M.O. che accoglieva tanta parte del Borgo, costituito dalle famiglie nobili e facoltose. Non solo la ristrettezza, ma anche la minaccia di crollo, indussero il prevosto e la comunità alla decisione di sistemare il tempio o di riscostruirlo più vasto di fronte alla nuova via rettilinea che collegava la fine del Borgo con la piazza della chiesa. Dopo diverse convocazione dei capifamiglia si optò per il progetto del mantovano Giacomo Antonio Cariola che ne prevedeva la riedificazione. Avuto il permesso di demolire la vecchia chiesa, escluso il campanile, il41uglio 1626 alla presenza della Duchessa Margherita Gonzaga di Guastalla, vedova di Vespasiano, fu posta la prima pietra. Purtroppo il 18 ottobre 1629 giungevano a Viadana i Lanzichenecchi diretti all'assedio di Mantova e con loro giunse la peste che da marzo ad agosto del 1630 provocò la morte di due terzi dei parrocchiani. (Fu probabilmente in questo periodo che scomparve il "Matrimonio mistico di S. Caterina': tavola del Parmigianino ora a Bardi). Per tali sventure la costruzione si interruppe per diversi anni. Fu ripresa nel 1643 e ci vollero ben 25 anni per arrivare alla sola copertura dell'edificio, poi si dovette attendere l'inizio del '700 per potervi celebrare. Nel 1737 G.B. Galli e fratelli stuccarono l'interno con l'aiuto di Pier Antonio Maggi. Andrea Boschini, cognato di quest'ultimo, quattro anni più tardi costruì l'imponente organo. Agli inizi del sec. XIX fu completata la facciata. 

 

1 FACCIATA dei primi dell'800, addossata all'originale del 1670.

 

 

 

2 Lapide ricordo CONSACRAZIONE DELLA CHIESA: 08.10.1724.

 

 

 

3 RESTI AFFRESCO INTERNO FACCIATA, attr.Carlo Isacci seconda metà sec. XVIII. Entrando da sinistra sulla parete è raffigurato "Il Battesimo dì N.S:'.

 

 

 

4 Lapide celebrativa di CLODOMIRO BUVOLI, prevosto dal 1772 al 1821.

 

 

 

5 Lapide sepolcrale del1'ARCHITETTOP~ETRO ANTONIO MAGGI: 1770.

 

 

 

6 ALTARE DELLA MADONNA DELLE GRAZIE, il quadro della titolare, olio su tela, è copia, dall'originale sec. XVIII rubato, del pittore locale Bruno Zaffanella. Alla parete di sinistra PIETÀ CON MADONNA ADDOLORATA, pittore locale sec. XVIII.

 

 

 

7 MADONNA DELLE GRAZIE, affresco sec. XVI; precedentemente nella omonima cappella ove fu collocato alla fine del '600 staccandolo dallo stesso altare dell'antica chiesa.

 

 

 

8 S. LUIGI GONZAGA, statua in gesso sec. XX.

 

 

 

9 ANCONA DEL CROCIFISSO, legno dorato, opera di Antonio Valentini sec. XVIII, viadanese. Lovale al centro, olio su tavola, rappresenta la Madonna e S. Giovanni ai fianchi di un Crocifisso ligneo il cui originale è ora sull'altare maggiore; i tre dipinti in alto, olio su tela, raffigurano due religiose ai lati dell'Annunciazione. I dipinti sembrano opera di Giovanni Morini (Viadana 1758 ca.-I81S).

 

 

 

lO S. GAETANO DA THIENE, statua in gesso sec. XX, santo della Provvidenza.

 

 

 

Il BRACCIALI AD APPLIQUES, legno dorato fine sec. XVIII.

 

 

 

12 CONFESSIONALI lignei sec. XIX, n° 3.

 

 

 

13 ALTARE DI S. PAOLO, con S. PAOLO APOSTOLO TRA S. VINCENZO DIACONO E S. ANTONIO DI PADOVA, olio su tela di Francesco Antonio Chiocchi (1704+07.05.1762) viadanese.

 

 

 

14 LE FIGLIE DI LOT, olio su tela ovale, sec. XVIII. 15 SACRIFICIO DI ISACCO, olio su tela ovale, sec. XVIII.

 

 

 

16 S. ANTONIO ABATE, statua in scagliola del sec. XX.

 

 

 

17 ALTARE DEL SACRO CUORE, con statua del titolare in scagliola degli inizi del sec. XX; tronetto in legno dorato, prima metà del sec. XVIII.

 

 

 

18 S. ISIDORO AGRICOLTORE ORANTE LA MADONNA CON ANGELO E BUOI TRAIANTI L'ERIPICE, olio su tela, sec. XVIII.

 

 

 

Di fronte S. PIETRO SALVATO DALLE ACQUE, olio su tela, sec. XVIII..

 

 

 

19 ALTARE IN USO, mensa verso il popolo, legno policromo e dorato, sec. XVIII, già credenza del presbiterio.

 

 

 

20 ANGELI IN VOLO PORTALAMPADA, legno dorato, sec. XVIII.

 

 

 

21 PAVIMENTO PRESBITERIO, sistemazione moderna su disegno di Pietro Alfonso Ferraroni di Cremona.

 

 

 

22 ALTARE MAGGIORE, marmo nero del Belgio ed altri policromi; acquistato nel 1880 e proveniente da S. Bartolomeo sul Naviglio, Milano. Il Crocifisso proviene dall'ANCONA del Valentini (9)

 

 

 

23 CONVERSIONE DI S. PAOLO, olio su tela, attr.a Felice Araldi, proviene dall'oratorio di S. Paolo e qui collocato alla fine del secolo XIX.

 

 

 

24 DECAPITAZIONE DI S. PAOLO, olio su tela, firmato Felice Araldi (metà sec. XVIII-primo quarto sec. XIX), proviene dall'oratorio di S. Paolo e qui collocato alla fine del secolo XIX ..

 

 

 

25 PRIMATO DI PIETRO, olio su tela ovale, pittore locale della prima metà del secolo XVIII e ANCONA IN STUCCO del 1736.

 

 

 

26 CORO con 15 stalli, legno di noce, opera di artigiano locale del 1735.

 

 

 

27 STUCCATURA DEL CORNICIONE, bella opera di G.B.Galli, eseguita nel 1736-38.

 

 

 

28 ALTARE DELLA MADONNA DEL ROSARIO, forse il più antico, fine sec. XVII, con statua in scagliola e quindici tavolette dipinte dei Misteri del Rosario. Nel 1992 fu rubata quella raffigurante l'Annunciazione, rifatta dal pittore locale Edo Aroldi (+25.04.1997). 1123 08.1997 è stata trafuganta anche quella della Visitazione.

 

 

 

29 MADONNA DEGLI ANGELI O DEI MORI, affresco sec. Xv. Fino al 1964 nell'oratorio della Madonna degli Angeli, Via XX Settembre, già sede dei Confratelli Turchini del SS. Sacramento in cui fu trasportato nel 1733 dalla cappelletta nei pressi delle fosse.

 

 

 

30 CAPPELLA ORA DEDICATA A S. GIUSEPPE, è la più bella cappella della chiesa; stuccata contemporaneamente all'interno (1736-38); notevoli sono le due cariatidi. La statua del S. Giuseppe è in scagliola.

 

 

 

31 S. VINCENZO FERRER domenicano spagnolo, statua lignea policroma, sec. XVIII.

 

 

 

32 PULPITO, legno dorato sec. XVIII.

 

 

 

33 ALTARE con sotto stante URNA DI S. TERESA DEL BAMBIN GESU: opera artigianale del Prof. Antonio Cavalli, viadanese, eseguita nel 1927. Pala di S. LUCIA, olio su tela, di pittore locale sec. XVIII, inserita in ANCONA lignea sec. XVIII; sopra stemma matrimoniale Mori-Bottesini.

 

 

 

34 ADORAZIONE DEI PASTORI, dipinto da Pietro Borettini Pédar donato a questa chiesa nel Natale 2009, perché Lui è di S. Pietro.

 

 

 

35 S. RITA DA CASCIA, statua in scagliola, 1958. 36 S. ANTONIO DI PADOVA, statua in scagliola. 37 VASCA BATTESIMALE, marmo rosso di Verona, con cuspide lignea sec. XVIII.

 

 

 

38 BATTESIMO DI GESU', olio su tela sec. XVIII. 39 MOSE' SALVATO DALLE ACQUE, olio su tela ovale sec. XVIII.

 

 

 

40 S. PIETRO LIBERATO DALLANGELO, olio su tela ovale sec. XVIII.

 

 

 

41 LAPIDE STORICO CELEBRATIVA, del prevosto Andrea Tonni ( + 1667), che riassume le vicende storiche della nostra chiesa dalle origini fino al 1626. 42 VOLTA STUCCATA, fine secolo XIX; cinque tempere con simboli di monogrammi e cuori con voli di cherubini.

 

 

 

43 ORGANO, 1741, Andrea Boschini, cognato del Maggi; con meravigliosa cassa ed elegante cantoria, opera coeva del nostro Vittorino Savazzi, ricca di intagli, ornati e stemmi: nobili Bonanomi, prevosto Lodovico Canuti, Bongiovanni.

 

 

 

44 STAZIONI DELLA VIA CRUCIS, olio su tela n014, Paolo Araldi (Casalmaggiore 1762-1848) eseguite nel 1843 e commissionate dal padre del parroco Clemente Maria Cabrini C+ 1865). Le tele sono state recentemente ornate da nuove cornici a seguito del furto delle originali.

 

 

 

45 CAMPANILE: la tradizione vuole sia quello della chiesa matildica (1107) fino all'altezza dell'attuale orologio, in realtà fu edificato dalle fondamenta ne11520, mentre il rialzo sino agli attuali 40 m. risale al 1802. Discreto il concerto campanario in sol minore, mentre moderno è l'orologio a tre quadranti.

 

 

 

 

 

IN CASA PARROCCHIALE

 

 

 

46 S. PIETRO E PAOLO, statue in legno policromo, dorato e inargentato; scolpite nel 1643 da un fiammingo, furono indorate e dipinte da Domenico Savi (dimorante in Portiolo nel 1639+ 1658 ca.).

 

 

 

47 ANDREA TONNI, olio su tela ovale sec. XVII; parroco dal 1637.

 

 

 

48 LODOVICO TONNI, olio su tela ovale, sec. XVIII; parroco dal 1656.

 

 

 

49 LODOVICO CANUTI, olio su tela ovale, sec. XVIII; parroco dal 1735.

 

 

 

50 CLEMENTE CABRINI, olio su tela, di Paolo Alai di Casalmaggiore, 1871. 

 

A cura di Luigi Cavatorta
 
ABBAZIA DI S.CROCE E S.DOMENICO SAVIO AL VILLAGGIO DEL RAGAZZO
 
GIA' CHIESA DEL MONASTERO DELLE MONACHE BENEDETTINE DI S.CROCE

 

La prima chiesa fu aperta con il monastero nel 1519, cui seguirono ampliamenti terminati nel 1542. L’attuale costruzione iniziò nel 1745 ca. ad opera dell’architetto P.A. Maggi che ristrutturò anche il convento. Dopo il 1780 la chiesa fu in parte rinnovata da F. Jori. Dopo la soppressione dei Conventi (1786) fu proprietà del Comune, in seguito cappella dell’Istituto “Villaggio del Ragazzo”. Come l’Oratorio di S.Rocco e S.Sebastiano è censita tra le chiese italiane con cupola ellittica.

 
 
 
S. MARIA ANNUNZIATA

 

Anticamente esisteva un oratorio sussidiario dell'arcipretale, col titolo di S.Maria extra moenia, cui fu concessa autonomia parrocchiale nel 1585. L'antica chiesa aveva la facciata rivolta ad occidente e la torre che si alzava alla destra dell'abside. Nel 1626 se ne iniziò la demolizione ma la ricostruzione si protrasse nel sec. successivo a causa di guerre, peste e occupazioni militari. Terminata la chiesa, per ricordare ai posteri le difficoltà fu scritta sull’ultimo arco verso al facciata: PIETAS PAROCHIANORUM EXUPERAT CRUDELITATEM BELLORUM. Dopo la morte dell'ultimo parroco residente, la parrocchia di S.Maria Ann., come quella di S.Martino, fu unita in forma 'meno principale' all'arcipretura di S.Maria Assunta e S.Cristoforo, decreto vescovile del 06.08.1968. Le opere principali. Decollazione di S.Giovanni Battista, tela di M.A. Ghislina. S.Lucia e S.Apollonia statue lignee policrome e dorate, attr. a S. Badalino. L'Arcangelo Raffaele e Tobia, seguita da S.Antonio A. e S.Genesio V., 2 tele di F.A. Chiocchi. S.Cecilia, attr. A. Mainardi il Chiaveghino. S.Donnino, statua lignea dipinta dorata ed inargentata, attr. S. Badalino. S.Gioacchino e la Madonna Bambina, tela attr. G.A. Savi. Madonna del Pilastro, affresco fram. sec.XV. Il Sogno di S.Giuseppe Il Ritorno dall'Egitto, 2 tele tovagliate, D. Savi. Ancona dell'Annunciazione, statue lignee policrome e dorate, S. Badalino. Strage degli Innocenti, G.A. Savi, dal Tintoretto. Martirio di S.Pietro, D. Savi. Affreschi dell'interno, di G. Tomè (1930). Quattro Evangelisti, tele a vela latina, di E. Barbieri. Cristo Morto, scultura lignea policroma di F. Pinola. S.Omobono, tela di F.A. Chiocchi. Ancona di S.Giuseppe, sculture policrome e dorate, la statua attr. a S. Badalino. S.Agata in carcere, tela D. Savi. Incoronazione  B.V., Santi e Profeti, di scuola parmigiana, sec.XVIII. Battesimo di Cristo, M. Callani. Organo, di A. e F. Serassi (1776) L’Annunciazione copia di I. Mercanti da G. Bedoli. Campanile, ultimato nel 1890 su disegno di N. Parazzi, padre di Antonio.

 
 
 
ORATORIO DI S. ROCCO E S. SEBASTIANO
 
GIÁ DEI CONFRATELLO NERI DEL SS. CROCIFISSO

 

La gratitudine ai due Santi si dimostrò nel 1513 da parte dei Confratelli Bianchi dell’Annunziata, con la costruzione di un oratorio nel luogo di un cimitero. Successivamente, mantenendovi compiti cimiteriali, il complesso passò ai Confratelli Neri i quali furono eretti canonicamente il 30.11.1572 estendendo il loro volontariato agli infermi. Nel 1741 la Confraternita deliberò la nuova costruzione dell’oratorio affidandone l’incarico a P.A. Maggi che terminò nel 1755 con l'erezione, in stile barocco, del più elegante edificio viadanese. Dopo la soppressione divenne sussidiario della parrocchiale di S.Maria Ann. Sulla facciata S.Rocco, affresco F.A. Chiocchi. Vasi Sacri Spargimenti di Sangue di N.S, 2 tele, superstiti di 5, di scuola viadanese sec.XVIII. Madonna delle Grazie, bassorilievo ligneo sec. XVI. Crocifisso tra S.Rocco e S.Sebastiano, statue lignee policrome, S. Badalino. Organo, attr. Antegnati inizio sec. XVII. Il Convitto in casa di Simone, L'Apparizione di Gesu' scena del Tommaso incredulo e Cena di Emmaus, 3 tele di 4 di G. Morini. Gli Evangelisti, 4 affreschi, F.A. Chiocchi. Fra il 12 e 13.10.1989, furono rubate diverse tele, tra cui le pale degli altari laterali di F. Araldi.

 

Cenni storici – artistici tratti da uno scritto di Mons. Carlo Boccazzi
 
S. Maria del Castello è la madre di quasi tutte le Chiese del Viadanese. Memorie antiche ci assicurano che nel 531 d. C. la chiesa aveva il fonte battesimale e la qualifica di Pieve ed Arcipretura. Nel 904 d. C. la parrocchia plebana era soggetta al Vescovo di Cremona Landolfo, che per riparare ai danni dell’invasione degli Ungari, ottenne da Ugo d’Este la conferma di tutti i privilegi goduti dagli antecessori nelle Corti e sue cappelle di Casalmaggiore e Viadana. E la matrice del Castello fu sempre fedele a Cremona. Quando, infatti, Francesco II Gonzaga, Vescovo di Mantova, nel 1566, volle estendere la sua giurisdizione episcopale sulla Chiesa, i Viadanesi fecero giungere voci di protesta al grande Vescovo di Cremona Nicolò Sfondrati, che difese dinnanzi a Pio V le ragioni antichissime del suo potere ed ottenne la restituzione della Pieve. Da allora, mai più si parlò di togliere Viadana all’Episcopato Cremonese. I privilegi di antichità e di priorità della chiesa, furono riconosciuti e rivendicati pienamente da un decreto della Camera Apostolica il 19 aprile 1670. Nel 1522 sorse la Chiesa attuale a tre navate, a croce latina, sorrette da pilastri di ordine ionico, sui quali posa l’elegantissima trabeazione. La fabbrica si compì solo nel 1567 quando, dietro le insistenze dell’Arciprete e del Podestà, il popolo gareggiò nelle offerte e, invitato da Mantova l’architetto Pompeo Pedemonte, si aggiunsero alle navi le cappelle gentilizie e sopra la crociera un grande lanternone quadrato, che fu poi sostituito dall’attuale catino. Dal 1858 al 1895, sotto l’esperta guida dell’Arciprete Parazzi, si prolungò il presbiterio e si ornarono i soffitti, gli archi a tutto sesto, la cupola centrale, il mezzo catino del coro, con rose a sfondo celeste chiarissimo.
 
 
 
IL TESORO ARTISTICO DI S. MARIA IN CASTELLO
 
Più che per l’architettura, la chiesa è interessante per il suo patrimonio artistico. L’arciprete Parazzi, cambiando e comperando con fine accorgimento tele e sculture, raccolse nella sua Chiesa una quantità di opere di merito e qualcuna di grande pregio.
 
I dipinti principali
Uno degli altari della navata sinistra è ornato di un grande polittico di Bartolomeo Vivarini da Murano. La tavola preziosissima porta la data del 1449. In alto il Redentore morente sul Golgota, circondato da angeli svolazzanti che raccolgono in calici il preziosissimo sangue. Il polittico, splendidamente conservato, è il lavoro più antico di data sicura che si conosca del Maestro. In fondo alla Chiesa, sulla porta centrale d’ingresso, un grandioso cinquecento, il S. Tommaso D’Aquino fra gli Apostoli Pietro e Paolo del Trotti detto il Malosso, cremonese. Il dipinto porta la data del 1585.
 
Galeazzo Ciampi (1477-1538) di Cremona, che apparteneva ad una famiglia di pittori e che ebbe figli valentissimi nella stessa arte, è rappresentato a Viadana con una tavola del 1516, un S. Cristoforo di grande valore artistico. Antonio Novasconi, Vescovo di Cremona, di venerata memoria, ne fece dono alla Chiesa nel 1857.
Vicino all’altare del SS. Sacramento di trova un magnifico stendardo di seta rossa, che figura S. Biagio Vescovo con due putti portanti gli strumenti del martirio. È di Antonio Badile, (1516-1560), maestro del Veronese.
 
In una cappella laterale sta la pala di Santa Lucia e Sant’ Omobono attribuita a Gerolamo Bedulli viadanese, detto Mazzuola, perché sposò la figlia Elena di Pierilario, zio del Parmigianino. Fu buon artista ma rimase assai meno noto del cugino.
Sotto, Omobono e Lucia  il primo nello storico  suo atteggiamento, di chi tiene fra le mani la borsa per aprirla ai poveri, la seconda, col piattello degli occhi, si volge, non priva di grazia, verso la Vergine. Una tela piena di espressiva bellezza è quella che rappresenta Agnese in una gloria di nubi e di angeli. La Vergine in ginocchio, coperta dai suoi capelli d’oro, è in atto di profondo raccoglimento. Il quadro è attribuito a Bernardino Gatti detto il Sojano (1495- 1575).
 
Nella navata di destra, di fronte al polittico del Vivarini, sta una bella, grande tavola della Madre di Dio dell’Ispanus. Ai suoi lati quattro Santi, in attitudine estatica. ai piedi del trono tre angeli suonano e cantano le glorie di Maria. Un quadro dell’Assunta di Gian Battista Tassinari, pavese del 1614. L’Annunziata di Ippolito Andreasi mantovano. Sant’Andrea Avellino di Giuseppe Bongiovanni. L’Incontro di S. Gioachino con S. Anna, tavola del viadanese Francesco Scutellari del 1540. La B.V. col Bambino S. Gioachino e Anna, attribuito al Cesi Bolognese. La Sacra Famiglia con San Giovannino di Teodoro Ghigi Mantovano. Il Martirio di S. Caterina di Gervasio Gatti.
Sculture
Francesco Antonio Pinola, (1616-1690) ha donato a Viadana una scuola fiorentissima di sculture in legno. Il Pinola, come dice il Matteucci fu un savio barocchista e attinse molto dalla natura, così che le sue sculture ad alto e bassorilievo, riproducenti tutti  regni naturali, sembrano formate dal vero.
 
La deposizione in terracotta
Il lavoro è eseguito in terracotta ed ha una lunghezza di quasi 2 metri e mezzo e un’altezza di metri 1,50. Originariamente esso si trova nella Chiesa di S. Nicola da Tolentino, Patrono di Viadana. di proprietà degli Agostiniani. La terracotta si compone di quattro figure in altorilievo e del gruppo delle Marie piangenti, che va degradando al rilievo bassissimo di un vecchio che dietro la Maddalena, alza la torcia. Due figure portano la salma di Gesù alla tomba, Giovanni in lacrime chiude il quadro di dolore. La deposizione è stata recentemente restaurata ed è una delle opere più visitate.
 
Le sacre suppellettili
Santa Maria in Castello è riccamente fornita di splendide vesti sacerdotali. L’argenteria è ricca di calici, ostensori, reliquiarii, salvati dallo zelo artistico dei francesi che nel secolo XVIII passando da Viadana, depredarono, distrussero candelabri, lampade d’argento, di cui è rimasto nell’archivio parrocchiale l’elenco e il cenno del peso e del valore.

 

Orari delle SS. Messe

 S. Messe Festive

Ore 8.00 - S.Pietro

Ore 9.00 - S. Martino

Ore 10.00 - S. Pietro

Ore 10.30 - Castello

Ore 11.15 . Buzzoletto

Ore 11.30 - S. Maria

Ore 18.30 - Castello (inv. ore 18.00)

S. Messe Festive del sabato

Ore18.00 - S. Pietro

Ore 18.30 - Castello (inv. ore 18.00)

 S. Messe Feriali 

Ore 7.00 - Cappella delle suore di S. Pietro

Ore 7.30 - S. Maria

Ore 9.00 - S. Rocco

Ore 18.00 - S. Pietro 

Ore 18.30 - Castello Tutti i giorni (inv. 18.00)

Ore 20.30 - San Rocco solo il primo giovedì del mese

Confessioni: venerdì dalle ore 9.15 alle 11.15 In Castello e sabato dalle ore 16.00 alle 17.30 a San Pietro.

Bisogni Caritas

I volontari della Caritas sono in sede (dietro la caserma dei Carabinieri di Viadana, ex-villaggio) tutti i sabati dalle 14.30 alle 17.30. Attualmente c'è necessità di generi alimentari a lunga conservazione: pasta, latte, olio, zucchero, farina bianca, legumi e conserve, biscotti.