Chiesa del Castello
Le Chiese - 26/03/13

Cenni storici – artistici tratti da uno scritto di Mons. Carlo Boccazzi
 
S. Maria del Castello è la madre di quasi tutte le Chiese del Viadanese. Memorie antiche ci assicurano che nel 531 d. C. la chiesa aveva il fonte battesimale e la qualifica di Pieve ed Arcipretura. Nel 904 d. C. la parrocchia plebana era soggetta al Vescovo di Cremona Landolfo, che per riparare ai danni dell’invasione degli Ungari, ottenne da Ugo d’Este la conferma di tutti i privilegi goduti dagli antecessori nelle Corti e sue cappelle di Casalmaggiore e Viadana. E la matrice del Castello fu sempre fedele a Cremona. Quando, infatti, Francesco II Gonzaga, Vescovo di Mantova, nel 1566, volle estendere la sua giurisdizione episcopale sulla Chiesa, i Viadanesi fecero giungere voci di protesta al grande Vescovo di Cremona Nicolò Sfondrati, che difese dinnanzi a Pio V le ragioni antichissime del suo potere ed ottenne la restituzione della Pieve. Da allora, mai più si parlò di togliere Viadana all’Episcopato Cremonese. I privilegi di antichità e di priorità della chiesa, furono riconosciuti e rivendicati pienamente da un decreto della Camera Apostolica il 19 aprile 1670. Nel 1522 sorse la Chiesa attuale a tre navate, a croce latina, sorrette da pilastri di ordine ionico, sui quali posa l’elegantissima trabeazione. La fabbrica si compì solo nel 1567 quando, dietro le insistenze dell’Arciprete e del Podestà, il popolo gareggiò nelle offerte e, invitato da Mantova l’architetto Pompeo Pedemonte, si aggiunsero alle navi le cappelle gentilizie e sopra la crociera un grande lanternone quadrato, che fu poi sostituito dall’attuale catino. Dal 1858 al 1895, sotto l’esperta guida dell’Arciprete Parazzi, si prolungò il presbiterio e si ornarono i soffitti, gli archi a tutto sesto, la cupola centrale, il mezzo catino del coro, con rose a sfondo celeste chiarissimo.
 
 
 
IL TESORO ARTISTICO DI S. MARIA IN CASTELLO
 
Più che per l’architettura, la chiesa è interessante per il suo patrimonio artistico. L’arciprete Parazzi, cambiando e comperando con fine accorgimento tele e sculture, raccolse nella sua Chiesa una quantità di opere di merito e qualcuna di grande pregio.
 
I dipinti principali
Uno degli altari della navata sinistra è ornato di un grande polittico di Bartolomeo Vivarini da Murano. La tavola preziosissima porta la data del 1449. In alto il Redentore morente sul Golgota, circondato da angeli svolazzanti che raccolgono in calici il preziosissimo sangue. Il polittico, splendidamente conservato, è il lavoro più antico di data sicura che si conosca del Maestro. In fondo alla Chiesa, sulla porta centrale d’ingresso, un grandioso cinquecento, il S. Tommaso D’Aquino fra gli Apostoli Pietro e Paolo del Trotti detto il Malosso, cremonese. Il dipinto porta la data del 1585.
 
Galeazzo Ciampi (1477-1538) di Cremona, che apparteneva ad una famiglia di pittori e che ebbe figli valentissimi nella stessa arte, è rappresentato a Viadana con una tavola del 1516, un S. Cristoforo di grande valore artistico. Antonio Novasconi, Vescovo di Cremona, di venerata memoria, ne fece dono alla Chiesa nel 1857.
Vicino all’altare del SS. Sacramento di trova un magnifico stendardo di seta rossa, che figura S. Biagio Vescovo con due putti portanti gli strumenti del martirio. È di Antonio Badile, (1516-1560), maestro del Veronese.
 
In una cappella laterale sta la pala di Santa Lucia e Sant’ Omobono attribuita a Gerolamo Bedulli viadanese, detto Mazzuola, perché sposò la figlia Elena di Pierilario, zio del Parmigianino. Fu buon artista ma rimase assai meno noto del cugino.
Sotto, Omobono e Lucia  il primo nello storico  suo atteggiamento, di chi tiene fra le mani la borsa per aprirla ai poveri, la seconda, col piattello degli occhi, si volge, non priva di grazia, verso la Vergine. Una tela piena di espressiva bellezza è quella che rappresenta Agnese in una gloria di nubi e di angeli. La Vergine in ginocchio, coperta dai suoi capelli d’oro, è in atto di profondo raccoglimento. Il quadro è attribuito a Bernardino Gatti detto il Sojano (1495- 1575).
 
Nella navata di destra, di fronte al polittico del Vivarini, sta una bella, grande tavola della Madre di Dio dell’Ispanus. Ai suoi lati quattro Santi, in attitudine estatica. ai piedi del trono tre angeli suonano e cantano le glorie di Maria. Un quadro dell’Assunta di Gian Battista Tassinari, pavese del 1614. L’Annunziata di Ippolito Andreasi mantovano. Sant’Andrea Avellino di Giuseppe Bongiovanni. L’Incontro di S. Gioachino con S. Anna, tavola del viadanese Francesco Scutellari del 1540. La B.V. col Bambino S. Gioachino e Anna, attribuito al Cesi Bolognese. La Sacra Famiglia con San Giovannino di Teodoro Ghigi Mantovano. Il Martirio di S. Caterina di Gervasio Gatti.
Sculture
Francesco Antonio Pinola, (1616-1690) ha donato a Viadana una scuola fiorentissima di sculture in legno. Il Pinola, come dice il Matteucci fu un savio barocchista e attinse molto dalla natura, così che le sue sculture ad alto e bassorilievo, riproducenti tutti  regni naturali, sembrano formate dal vero.
 
La deposizione in terracotta
Il lavoro è eseguito in terracotta ed ha una lunghezza di quasi 2 metri e mezzo e un’altezza di metri 1,50. Originariamente esso si trova nella Chiesa di S. Nicola da Tolentino, Patrono di Viadana. di proprietà degli Agostiniani. La terracotta si compone di quattro figure in altorilievo e del gruppo delle Marie piangenti, che va degradando al rilievo bassissimo di un vecchio che dietro la Maddalena, alza la torcia. Due figure portano la salma di Gesù alla tomba, Giovanni in lacrime chiude il quadro di dolore. La deposizione è stata recentemente restaurata ed è una delle opere più visitate.
 
Le sacre suppellettili
Santa Maria in Castello è riccamente fornita di splendide vesti sacerdotali. L’argenteria è ricca di calici, ostensori, reliquiarii, salvati dallo zelo artistico dei francesi che nel secolo XVIII passando da Viadana, depredarono, distrussero candelabri, lampade d’argento, di cui è rimasto nell’archivio parrocchiale l’elenco e il cenno del peso e del valore.

 

Avvisi Settimanali

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Orari delle SS. Messe

 S. Messe Festive

Ore 8.00 - S.Pietro

Ore 9.00 - S. Martino

Ore 10.00 - S. Pietro

Ore 10.30 - Castello

Ore 11.15 . Buzzoletto

Ore 11.30 - S. Maria

Ore 18.30 - Castello (inv. ore 18.00)

S. Messe Festive del sabato

Ore18.00 - S. Pietro

Ore 18.30 - Castello (inv. ore 18.00)

 S. Messe Feriali 

Ore 7.00 - Cappella delle suore di S. Pietro

Ore 7.30 - S. Maria

Ore 9.00 - S. Rocco

Ore 18.00 - S. Pietro 

Ore 18.30 - Castello Tutti i giorni (inv. 18.00)

Ore 20.30 - San Rocco solo il primo giovedì del mese

Confessioni: venerdì dalle ore 9.15 alle 11.15 In Castello e sabato dalle ore 16.00 alle 17.30 a San Pietro.

Bisogni Caritas

I volontari della Caritas sono in sede (dietro la caserma dei Carabinieri di Viadana, ex-villaggio) tutti i sabati dalle 14.30 alle 17.30. Attualmente c'è necessità di generi alimentari a lunga conservazione: pasta, latte, olio, zucchero, farina bianca, legumi e conserve, biscotti.